Acs, Gabrieli vuole il giudizio immediato. Non sarà in aula

Domani non si presenterà all'udienza preliminare. Il suo avvocato ci spiega perché. Ecco il punto

Domani Amedeo Gabrieli non sarà in aula per l'udienza preliminare che lo vede coinvolto con l'accusa di corruzione elettorale. L'ex numero uno di Acs ha optato per la richiesta di giudizio immediato.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Domani Amedeo Gabrieli non sarà in aula per l'udienza preliminare che lo vede coinvolto con l'accusa di corruzione elettorale. L'ex numero uno di Acs ha optato per la richiesta di giudizio immediato. Bisognerà quindi attendere il parere del gup.

“Gabrieli è tranquillo – spiega il legale dell'ex numero uno di Acs, Gerardo Di Martino - perché sicuro di poter dimostrare di non aver promesso alcuna utilità a chicchessia in cambio di voti elettorali, né di aver corrotto l'ufficio, né di essersi mai appropriato di denaro pubblico. Anzi, al contrario, credo che sia l'unico amministratore in Italia di società comunali in house ad aver lasciato in cassa parte del proprio compenso annuale”.

“Tra l'altro – continua Di Martino - il Tribunale che lo giudicherà ha ritenuto, aggiungo giustamente, di dover revocare la misura cautelare. Lo stato di imputato libero gli consente oggi di spiegare pienamente il suo fondamentale diritto di difendersi provando. Voglio che sia chiaro per tutti un aspetto: fermi i casi in cui risulta assolutamente necessaria la sotto posizione a misura cautelare – per le specifiche caratteristiche personali del giudicabile (recidivo) o per la peculiarità delle imputazioni ovvero per la combinazione delle prime con le seconde – ad ogni imputato andrebbe assicurata, necessariamente se incensurato,la possibilità di affrontare il proprio processo privo di misure limitative delle libertà fondamentali: dalla loro menomazione, discende sempre, direttamente o indirettamente, quantunque necessitata, la compromissione del libero e compiuto esercizio del personalissimo diritto di difesa dell'imputato”.

E così l'ex amministratore unico di Acs ha deciso di non presentarsi domani in aula.

“Abbiamo deciso – spiega Di Martino,Gabrieli - di saltare l'udienza preliminare e chiedere la fissazione immediata dell'udienza per l'inizio del dibattimento. In quanto riteniamo che l'ipotesi di corruzione elettorale e gli atti di indagine raccolti dal pubblico ministero necessitino di un accertamento giurisdizionale che il codice di rito demanda al Tribunale”.

“Bisogna fare chiarezza – continua - in questo procedimento si discute del solo reato di corruzione elettorale ossia dell'ipotizzato scambio di voto elettorale contro la promessa di una utilità da parte del mio cliente. L'Ufficio del pubblico ministero avellinese, infatti, qualche mese fa decise di stralciare questa parte dal procedimento principale - nel quale era stata imposta la misura cautelare dal gip, poi revocata dal Tribunale, per i reati di corruzione propria e di peculato - chiedendo il giudizio immediato, già fissato per il 25 novembre dinanzi al Tribunale collegiale. Gabrieli, per questo unico reato stralciato, ha ritenuto di dover seguire la medesima strada: rinunciare all'udienza preliminare e chiedere il giudizio immediato”.

Domani sono attesi in aula Maria Stingo, Raffaele Matarazzo, Carmine Antonello Ciccarone, Barbara Matetich e Sergio Festa.

A Gabrieli, difeso dall'avvocato Gerardo Di Martino, è contestato il reato di corruzione elettorale. L'ex amministratore unico di Acs dovrà rendere conto delle intercettazioni telefoniche che lo vedono protagonista con Sergio Festa.

Durante queste chiamate, secondo l'accusa, Gabrieli avrebbe promesso al figlio di Festa un posto di lavoro in cambio di alcuni voti in favore del candidato presidente al consiglio regionale e di un consigliere.

Sulla difesa l'avvocato afferma: “Rispetto all'ipotesi di corruzione elettorale, oggetto di questo procedimento, faccio mio il giudizio esternato dal Gip nella ordinanza di misura cautelare, il quale, su questa specifica contestazione, affermava testualmente: "Tuttavia non si ritiene apprezzabile il rapporto di reciprocità tra l'indicazione del voto, peraltro neppure vincolante, e l'indebita utilità promessa (percorso formativo regionale di sei mesi a 500 euro al mese), per cui il reato contestato non raggiunge neppure la soglia del tentativo".

Barbara Matetich e Carlo Antonello Ciccarone dovranno rispondere del reato di peculato. Secondo l'accusa avrebbero adoperato un telepass e una carta di credito collegata ad un conto corrente aziendale per pagare alcuni soggiorni in hotel e un casello autostradale.

Stesso reato contestato a Raffaele Matarazzo che si sarebbe appropriato di tre biciclette aziendali.

A Maria Stingo, come amministratrice della cooperativa C.C.S.E, in concorso con Sergio Galluccio e Vincenzo Marciano, sono contestate delle agevolazioni nelle assunzioni indicate da Gabrieli in cambio di affidamenti diretti illegittimi e di forniture per la sua cooperativa.

L’altra udienza si terrà il 25 novembre. Oltre ad Aquino, Galluccio, Marciano e Gabrieli, sono imputati anche Giuseppe Freda e Luciana Giugliano. Per il reato di peculato.

Gabrieli risponderà di utilizzo per fini personali di macchine aziendali e diversi pagamenti emessi con carta aziendale, fra i quali rientrerebbero anche alcuni soggiorni in hotel della coppia Matetich Ciccarone, cappelli e vestiti da donna che sarebbero stati acquistati da Luciana Giugliano e Silvana Cerrone.

Giuseppe Freda, Sergio Galluccio, Vincenzo Marciano e Mauro Aquino difeso dall’avvocato Claudio Frongillo avrebbero invece agevolato le assunzioni indicate da Gabrieli nelle rispettive cooperative (Qua la Mano, C.C.S.E, La casa sulla Roccia) in cambio di affidamenti illegittimi, rinnovi, e forniture.

Luciana Giugliano avrebbe poi utilizzato vetture aziendali anche per diversi giorni consecutivi.