Fuggi fuggi e porte chiuse, il segreto buffo del Liceo De Luca

Una mattinata schizofrenica per capire se la struttura chiuderà oppure no. E non solo ...

Noi fra voci di corridoio e sussurri, non metteremmo in soffitta l'ipotesi chiusura. Anzi. Una simile evoluzione dei fatti permetterebbe infatti alla Provincia di “uscire nel modo migliore” da questa complessa vicenda.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Spifferi, porte blindate, smentite e fuggitine. Alla Provincia di Avellino questa mattina è giorno di tensione: siamo lì per capire se e quando il Liceo Artistico “De Luca” chiuderà.

Sarà un gioco dell'oca di due ore con tanto di "atmosfere da G8" nei corridoi del palazzo della Provincia. Porte che si aprono e poi si richiudono immediatamente alla vista di telecamere e taccuini.

E il povero collega Gianluca Galasso che fa un lavoro di mediatore straordinario. Non vorremmo essere nei suoi panni in questo momento.

Anche se nei nostri, rimbalzati da una stanza all'altra, non è che si stia tanto meglio. Dobbiamo anche fare la posta alle uscite secondarie, «Angelo (Giuliani) vai di là, io resto qui. Ottavio tu dove sei? Non si sa mai che ...»

Un'avventura che si conclude in piazza Libertà, dove stiamo realizzando l'ultimo appostamento al delegato provinciale all'istruzione Girolamo Giaquinto. 

(Clicca sulla foto di copertina per guardare il servizio di Ottochannel a cura del collega Angelo Giuliani)

Finiremo letteralmente fianco a fianco col collega di Telenostra, Ottavio Giordano, e il suo telefono in viva voce che diventa di fatto la fonte dalla quale raccogliamo col nostro microfono le agogniate parole di Giaquinto.

«Se non esce la relazione dei nostri tecnici – dice il delegato – è impossibile esprimersi. Per ora non c'è alcuna ipotesi di trasferimento. Abbiamo commissionato altre indagini. Vogliamo essere tutti sereni anche perché si parla di ragazzi. Manteniamo un atteggiamento cautelativo. Potremmo avere novità già domani o nei prossimi giorni»

Parole che arrivano al termine di una mattina complicata iniziata con una voce che anticipa la chiusura del De Luca da parte della Provincia.

Nell'ordine si susseguono nel cortile di Palazzo Caracciolo il provveditore agli studi, Rosa Grano, che con mezze dichiarazioni sembra far intuire che la chiusura dell'edificio ci sarà.

Poi è la volta della dirigente dell'artistico, Rosaria Siciliano, sfuggire alle telecamere.

O meglio, lei dice che, “Di chiusure non sa nulla. Che non c'è niente di ufficiale e che dobbiamo lasciarla lavorare”.

E infine ci sono quelle dichiarazioni letteralmente prese a volo con Giaquinto. Mezza smentita mezza verità.

Questo è il buffo e schizofrenico epilogo di una settimana iniziata venerdì scorso con la visita della Procura presso gli uffici provinciali.

I militari allora hanno acquisito documenti relativi a due scuole: proprio il “De Luca” e il “Liceo Classico Colletta”.

E lì sono partite le speculazioni su un caso Cocchia bis: con l'ipotesi sequestro preventivo per i due edifici scolastici che sono "coetanei" della scuola media di via Tuoro Cappuccini.

Da Palazzo Santa Lucia la versione ufficiale è che la Procura abbia solo anticipato i controlli che la Provincia aveva già commissionato proprio sugli edifici scolastici irpini a maggio.

Controlli che includevano anche il liceo De Luca e il Colletta.

Noi fra voci di corridoio e sussurri, non metteremmo in soffitta l'ipotesi chiusura preventiva. Anzi. Una simile evoluzione dei fatti permetterebbe alla Provincia di “uscire nel modo migliore” da questa complessa vicenda.

Considerando che l'indagine della Procura di Avellino non si fermerà del tutto qui. E che altrimenti, se non saranno gli uffici provinciali a farlo, potrebbero essere proprio gli uomini dell'arma a chiudere il De Luca.