di Andrea Fantucchio
Ieri invasione all'ufficio tributi di Avellino per pagare la Tari (Tassa sui rifiuti). Gli avellinesi denunciano cartelle pazze. Recapitate persino a parenti defunti. Solo due le date per pagare: ieri e oggi pomeriggio a partire dalle 15.
Si preannuncia un'invasione. C'è chi si è anticipato. E ha trovato le porte chiuse. Li abbiamo ascoltati. (Clicca sulla foto di copertina. E guarda le interviste di Ottopagine e Ottochannel. Montaggio Matteo Piscopo)
Un cittadino è qui per la tasi (Tassa sugli immobili). «Sono due giorni che non ci dormo. La cifra che mi chiedono di pagare l'ho versata tempo fa. Cartelle arrivate dal nulla. Eppure, ora mi dicono di pagare ancora».
Su alcune cartelle sono anche sbagliati gli importi. Un artigiano registrato come ristoratore. Ha gli occhi fuori dalle orbite per la cifra richiesta. Non l'unico caso. Ieri sono arrivati fino alle lettera “E”. Un'invasione. E tante proteste.
Un caso simile due anni fa con le cartelle sballate da Assoservizi. Ente che doveva occuparsi della riscossione.
Anche allora furono recapitate diverse cartelle pazze.
Categorico il consigliere d'opposizione, Alberto Bilotta: «Non c'è personale. Né organizzazione. Ci sono così errori fisiologici da parte dell'ufficio tributi. Il disagio è tutto degli utenti. Questa situazione ti lascia senza parole. L'intervento dovrebbe essere tempestivo. Invece? Guardate voi stessi».
