Di Andrea Fantucchio
L'emergenza rifiuti, per i 52 comuni irpini nei quali è stata interrotta ieri sera la raccolta dell'umido, potrebbe avere una svolta. Grazie all'intervento di un privato irpino che metterebbe a disposizione un sito per sostituire lo Stir. Dopo che è scaduta la determina provinciale che permetteva a Irpiniambiente (società che si occupa di raccolta e conferimento rifiuti) di utilizzare proprio il deposito di Pianodardine per il conferimento della frazione umida.
Stamattina l'incontro in Prefettura fra il numero uno di Irpiniambiente, l'avvocato Nicola Boccalone, e il prefetto Carlo Sessa. Ma non ci sarà un intervento dell'ente di governo per risolvere la questione. Successivamente Boccalone si è presentato in Provincia. E ha incontrato i consiglieri presenti per fare il punto della situazione. Il presidente Gambacorta non c'era. Sarà presente oggi pomeriggio per un altro incontro, sempre a Palazzo Caracciolo, nel quale si discuterà del trasporto di rifiuti. Domani dovrebbe invece esserci la riunione decisiva fra Irpiniambiente, i tecnici della Provincia, e il privato che dovrebbe mettere a disposizione il sito. Si tratterebbe, secondo indiscrezioni, dell'azienda Defiam di Serino.
Boccalone, dopo un'iniziale titubanza, ha risposto alle domande della stampa: "La soluzione ora potrebbe arrivare da un privato. Ci stiamo muovendo da tempo per individuarne uno. Certo, il clima che si respira in questi giorni, non è dei migliori. I sequestri (del deposito di Pianodardine) e le proteste (dei comitati ambientalisti) non facilitano il nostro compito".
Boccalone si riferisce all'indagine svolta dalla Procura di Avellino che ha portato al sequestro di diverse attività della Valle del Sabato. Un dato però resta: si sapeva da tempo che la deroga di novanta giorni concessa da Gambacorta doveva scadere ieri. Ci si è davvero mossi per tempo con efficacia? O si doveva partire prima per individuare più di un privato? Ora ci si trova con un'emergenza rifiuti che potrebbe durare almeno fino alla prossima settimana. Emergenza che coinvolge anche diversi grandi comuni irpini: fra gli altri, Avellino, Mercogliano, Solofra e Atripalda.
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