Caso Elital, Pugliese: sindacati mentono. La verità sul Libano

L'imprenditore contatta Ottopagine e risponde alle accuse di sindacati e lavoratori. Così...

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Per Pugliese i suoi avvocati avrebbero chiesto un po' di tempo al tribunale per presentare un piano industriale di due anni per l'Elital. Mentre i legali di sindacati e lavoratori avrebbero insistito per l'istanza di fallimento.

Avellino.  

 

 

di Andrea Fantucchio 

Caso Elital, ieri Ottopagine e Ottochannel avevano ascoltato parte dei 70 lavoratori a rischio licenziamento. I sindacati e gli operai dello stabilimento di Pianodardine, che produce pannelli fotovoltaici, chiedevano chiarimenti sul futuro dell'azienda all'imprenditore Massimo Pugliese. E dettagli sull'investimento di oltre 60 milioni in Libano, annunciato dal proprietario.

Oggi, Pugliese risponde a Ottopagine. E lo fa con una nota scritta rivolta ai sindacati. Nota che pubblichiamo integralmente. Secondo il documento, l'istanza di fallimento sarebbe stata presentata da lavoratori ed ex lavoratori.

E, soprattutto, dice Pugliese, i suoi avvocati avrebbero chiesto un po' di tempo al tribunale per presentare un piano industriale di due anni per l'Elital. Ma, sempre secondo la versione della società, i legali di sindacato e lavoratori non avrebbero accettato la richiesta di rinvio. Spingerebbero, invece, per il fallimento. L'imprenditore conferma, almeno per il momento, di voler evitare confronti diretti con le sigle sindacali e gli operai. Prediligendo la stampa.

Ecco di seguito il documento integrale:

Massimo Pugliese (risposta all’articolo di Ottopagine e Ottochannel “El.Ital., 70 lavoratori a rischio: “Pugliese, dicci la verità”).

Nel leggere l’articolo e soprattutto le affermazioni fatte dal sindacato o parte di esso,la domanda nasce spontanea:  

Per chiarezza, per l’ennesima volta, mi tocca fare delle precisazioni a seguito di queste premesse:

1)L’istanza di fallimento esistente è stata presentata da buona parte dei lavoratori e da ex lavoratori

2)  Il credito dei lavoratori è di poche migliaia di euro mentre, gli ex lavoratori hanno un credito derivante

dal bonus (omaggio) che la El.Ital. ha riconosciuto al momento della loro uscita.

3)I rappresentanti sindacali hanno richiesto ed ottenuto il bonus maggiore (comportamento di sicuro non da sindacato)

4)  I lavoratori e gli ex lavoratori erano tutti rappresentati in udienza dai legali del sindacato.

In virtù di questi punti sopra indicati, voglio far presente che, in udienza fallimentare, i legali della El.Ital. hanno prospettato l’ipotesi di poter far produrre i moduli fotovoltaici inerenti la commessa sottoscritta in Libano (non da El.Ital.). Nonostante

il notevole maggior costo rispetto ad acquistarli sul mercato e nonostante i punti sopra indicati, hanno chiesto un breve rinvio per poter predisporre un piano (produzione a regime per due anni) da presentare allo stesso sindacato ed in particolare al Tribunale.

I legali degli istanti (ripeto legali espressione del sindacato), e tutti i lavoratori ed ex presenti, non hanno accettato la richiesta di rinvio ed insistito per il fallimento.

Preciso ancora che tante manifestazioni sono state fatte dai lavoratori e dal sindacato (accompagnati anche da qualche comparsa politica ed in particolare ad uno di essi oggi ho inviato una lettera aperta) a favore della chiusura della El.Ital.
Non capisco quindi il sindacato che, probabilmente in difficoltà con la parte sana dei lavoratori (purtroppo la parte silenziosa) rilascia delle ridicole interviste come nel caso di Sergio Scarpa e di Gaetano Altieri (non cito ulteriormente qualche rappresentante

interno del sindacato che pur di non lavorare si faceva dichiarare pericolo per se e per altri a causa di turbe, presumo psichiche).

Se il sindacato ed i lavoratori avessero tenuto maggiormente al posto di lavoro, il comportamento sarebbe stato sicuramente diverso quindi, chiedo io loro: Sindacato dicci la verità!

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