Teatro, lavoratori: non ci pagano da un anno, dateci certezze

Senza stipendio: «O ci danno rassicurazioni scritte, o purtroppo saremo costretti a fermarci».

Le loro parole colme emozione e dignità: non hanno smesso di lavorare un solo giorno. Senza ricevere un euro da almeno un anno.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

«Se non ci pagano, non sappiamo dove andare. Non vogliamo arrivare a chiedere l’elemosina. Per mantenere le nostre famiglie». I lavoratori del teatro Gesualdo sono esasperati. (Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste ai lavoratori. Di Ottochannel col collega Angelo Giuliani. Riprese e montaggio: Matteo Piscopo)

Non ricevono stipendi, in media, da un anno. Anche se ogni categoria, è un caso a sé: c'è chi ha anche oltre un anno e mezzo di spettanze arretrate. (A fine articolo, guarda tutte le foto)

Ci sono le maschere, chi si occupa della pulizia, chi della manutenzione, chi del palcoscenico. Ognuno col proprio contratto diversificato, ma si condivide lo stesso dramma: non ricevono lo stipendio da troppi mesi ormai. Una situazione che si riflette, inevitabilmente, sugli equilibri familiari che ogni lavoratore cerca di mantenere. Con innumerevoli sacrifici. 

Arriviamo al teatro Gesualdo intorno alle 12. Ci basta poco per capire la situazione vissuta dai lavoratori. Le loro parole colme emozione e dignità: non hanno smesso di lavorare un solo giorno. Senza ricevere un euro da almeno un anno. 

Ci dicono: « Il sindaco che ringraziamo ci ha dato delle rassicurazioni. Ci ha detto di attendere il prossimo consiglio comunale per discutere del nostro futuro. Foti ci ha assicurato che, se non sarà approvato il bilancio,  saremo messi a carico del comune. Almeno per ricevere parte delle spettanze che ci devono. Si tratta comunque di stringere i denti per altri trenta quaranta giorni. Ma abbiamo bisogno di rassicurazioni scritte».

Un diritto sacrosanto. I lavoratori pretendono le carte che assicurino loro che questo brutto momento avrà un lieto fine. Carte che al momento non esistono. Fanno fede solo i contratti di prestazione. Documenti reputati insufficienti. I lavoratori temono che, quando la stagione teatrale sarà terminata, risulterà ancora più difficile mettersi in contatto con chi deve pagare gli stipendi arretrati.

Il destino di chi lavora al Gesualdo, in quest'ultimo anno e mezzo, è rimasto sospeso fra vicende politiche che hanno finito per relegare in secondo piano la situazione delle maestranze. Prima della dimissione del vecchio consiglio di amministrazione, con la presidenza di Luca Cipriano, i lavoratori vantavano dei crediti con l'Ente teatro. Adesso, visto che non si conosce il futuro del Gesualdo (se acquisterà altra forma giuridica per la gestione), dovrebbe essere il Comune a occuparsi di loro.

Alcuni commenti, che ben riassumono la situazione che stanno affrontando i lavoratori.  «Noi garantiamo sempre il servizio, la pulizia fatta bene, ma se la situazione resta questa saremo obbligati a fermarci». «C'è bisogno dell'approvazione del bilancio per sbloccare anche i fondi necessari alla gestione del teatro». «Abbiamo disperatamente bisogno di quei soldi. Ci servono per le nostre famiglie, per far dormire loro sogni tranquilli».

Per una soluzione rapida, c'è bisogno quindi che maggioranza e opposizione si accordino sull'approvazione del bilancio. Poi si potrà procedere a saldare gli stipendi arretrati. Continueremo a monitorare la situazione.

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