di Andrea Fantucchio
(Clicca sulla foto di copertina e guarda lo speciale di Ottopagine. A fine articolo tutte le foto) In attesa che si concretizzino i progetti per fare di Valle il quartiere dello sport avellinese (Guarda lo Speciale periferie), il Parco Palatucci, ribattezzato “Parco della Pace”, è sempre più abbandonato. In un'ala dei vecchi spogliatoi i senzatetto continuano a dormire. Ce lo rivela qualche segno lasciato qua e là dagli inquilini: barattolo di zucchero capovolto sul tavolo, cucchiai posati su un mobile, coperte sgualcite appallottolate su un giaciglio. Mentre, l'area attigua degli stessi spogliatoi, è stata bruciata e vandalizzata.
Sono questi spazi la migliore (o peggiore) fotografia di quello che è diventato il terzo polmone verde più grande della città. Inaugurato all'inizio degli anni 2000, il parco con annesse strutture sportive ha funzionato per pochissimo tempo, prima di essere abbandonato.
Il campo di calcio e la pista di pattinaggio sono distrutti. L'erba cresce incolta e i lavori di riqualificazione, che dovevano riguardare proprio il verde, sono stati interrotti. Oggi ci sono numerosi tronchi recisi che vediamo accatastati fra l'ingresso principale del parco e l'area dove un tempo c'erano le panchine.
Accediamo agli spogliatoi da un buco fra la porta di metallo e il muro. All'interno, qualcuno ha cercato di ricreare un ambiente domestico. Ci sono un letto, una Bibbia su un tavolo di legno, un angolo cottura con una pentola, sulle mura coperte e stracci per isolare lo spazio dal freddo. Una lungo piumone sdrucito, appeso con delle mollette, divide quest'area dagli altri spazi degli spogliatoi.
Ad attirare la nostra attenzione è una sedia rossa, messa di fronte a una porta. Proviamo a spingere l'uscio, ma sentiamo resistenza. Un colpo più forte e siamo nell'altra stanza. A fare attrito erano panni e rifiuti che riempiono completamente quelli che una volta erano dei bagni. Ci facciamo largo su questo morbido pavimento instabile. La puzza di chiuso e rancido qui è molto più forte che nel resto degli spogliatoi.
Non c'è modo di arrivare dall'altro lato della struttura. La porta è sbarrata con una catasta di rifiuti e due materassi a fare da divisorio. Ma il nostro intento è solo rimandato. Torniamo all'esterno e ci accorgiamo che le inferriate di quelle che dovrebbero essere le finestre superiori degli spogliatoi, presentano un buco abbastanza ampio da permetterci di entrare.
Facciamo passare al di là l'attrezzatura e, poi, facendoci ponte sulle mani, accediamo nell'edificio. Sul pavimento cenere, tizzoni neri e cataste di rifiuti bruciati. Un ombrello attira la nostra attenzione. Spingendoci oltre, in un altro vano, vediamo vestiti appallottolati sulle mattonelle e qualche cuscino. Forse anche qui un tempo dormiva qualcuno.
Forse come accade da anni nel Mercatone. Magari è accaduto che questo posto diventasse un "hotel per disperati"; tra un atto vandalico e l'altro. Nel corso degli anni, infatti, non sono mai mancati le incursioni degli incivili. L'incendio del 2014, proprio negli spogliatoi dell'ex Palatucci. Il nostro viaggio continua sugli spalti. Anche quest'area, nonostante il degrado, è vissuta. Scorgiamo tre materassi, poco distante l'uno dall'altro. E una coperta. Probabilmente, a venire qui, sono i ragazzi che continuano a fruire del parco.
La pista di pattinaggio è distrutta e graffitata. Mentre attraversiamo le sterpaglie per tornare all'esterno della struttura, pensiamo a tutte le promesse che si sono fatte intorno al Parco Palatucci. A partire dagli ultimi anni, con un progetto che doveva riguardare i maggiori polmoni verdi della città. E poi a tutte le altre idee mai realizzate. Era il 2010, quando l'opposizione guidata dall'allora consigliere Giovanni D'Ercole, proponeva un intervento di manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione della struttura. Altra proposta caduta nel vuoto. Oggi, stando ai fatti, ciò che resta è l'ennesimo spazio rubato alla città e ai suoi cittadini.
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