«I cani non possono entrare».Multe e proteste a piazza Kennedy

Le voci dalla città: il parco cade a pezzi e se la prendono con gli animali

i cani non possono entrare multe e proteste a piazza kennedy

Ma c'è chi vuole i pelosi fuori dal parco a guinzaglio oppure no

Avellino.  

 

 

di Simonetta Ieppariello

 

Niente cani, è la regola. Ad Avellino gli amici a quattro zampe non possono circolare neanche nei parchi pubblici. Niente spazi, giardini vietati, parchi off limits. Non basta girare al guinzaglio, con i padroni naturalmente armati delle canoniche bustine i cani devono proprio stare fuori, anche dal Parco di piazza Kennedy. Lo prevede una ordinanza comunale emanata circa 4 anni fa e rispolverata in queste settimane. Ma sono proprio alcuni padroni che spiegano come il Tar del Lazio abbia già annullato gli effetti di un tale dispositivo.

Insomma la città è divisa tra chi sta con i “pelosi” e chi invece li vuole chiusi ognuno nelle proprie case. Molti invocano spazi sia se un cane ce l’hanno. Oppure no. Spazi dedicati da vivere in serenità. Non bastano le due piccole aree di sgambatura. Secondo quanto previsto, infatti, si dovrebbe raggiungere l’area di Valle o una seconda, a detta di molti, angusta e limitata, nei pressi del Tribunale.

La parola Fido park nel capoluogo irpino significa ben poco. Eppure nelle vicine Salerno o Benevento ce ne sono. Intanto padroni e amici a quattro zampe attendono lumi e soluzioni. Ora sono arrivate anche le multe. Le prime già comminate, senza sconti. Guardano la mappa della città, parlando in termini chiari, a Parco Santo Spirito, non si può andare, a Piazza Kennedy, neppure. Stesso divieto nella Villa Comunale e nel Parco di via Colombo.

Stessa scelta anche per le aree più piccole. La sanzione prevista per i trasgressori può variare dai 25 ai 500 euro. Disposizioni simili a quelle adottate dal Comune sono state impugnate con successo innanzi a parecchi Tribunali amministrativi regionali. «Il Comune dovrà adeguarsi - commenta con malcelata rabbia per un provvedimento che pare l’amministrazione abbia imposto di far rispettare».

«Dovunque i cittadini - spiega un cittadino - subiscano ingiustificate limitazioni della loro libertà di muoversi, nel rispetto delle norme e delle regole della buona educazione, con il proprio animale domestico al seguito, deve essere messa in campo una tenace forma di protesta civile. È ora di farsi sentire, di pretendere il rispetto della legge che non prevede zone off-limits per i cani se non in limitatissimi casi, di chiedere al proprio sindaco - se necessario - di adeguare i regolamenti comunali o di adottare le ordinanze-tipo predisposte a suo tempo dal ministero del Turismo e dall'Anci.

Tantissime persone convivono con gli animali domestici e hanno tutto il diritto di volerli accanto a sé in ogni momento della vita quotidiana. Un diritto che non può certo essere violato da un regolamento comunale e da un sindaco. Per questa ragione, i cittadini non intendono più sopportare simili soprusi che sono del tutto illegittimi».

© Riproduzione Riservata   
Ultima modifica 16/3/2017 18.40
condividi: