Contrada Chiaira, ora scaricano anche letti e divani. Le foto

Non c'è limite ai disagi dei cittadini. La discarica cresce di giorno in giorno.

(A fine articolo tutte le foto) Arrivano anche i divani e i materassi. A Contrada Chiaira non c'è limite all'indecenza. La discarica a due passi dalle abitazioni non finisce mai di stupire. In peggio, purtroppo.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

(A fine articolo tutte le foto) Arrivano anche i divani e i materassi. A Contrada Chiaira non c'è limite all'indecenza. La discarica a due passi dalle abitazioni non finisce mai di stupire. In peggio, purtroppo. Ve ne abbiamo parlato recentemente. Un video-servizio (guarda: "Rifiuti speciali sotto casa, ci facciamo giustizia così"). Nel quale Gaetano Alvino denunciava la situazione. Uno dei cittadini che non accettano di vedere un simile scempio "sotto casa".

Eppure, ci risiamo.

Le foto di Gaetano, allegate a fine articolo, vi mostrano quanto è accaduto questa notte. Quando ignoti sono venuti a scaricare bottiglie, cartoni e un materasso. Un corredo d'indecenza completato da quanto ci mostra un altro scatto. Inviato da un altro cittadino del posto: Francesco Passariello. Nella foto si vede un divano che è stato scaricato fra i rifiuti.

Purtroppo, il problema di Contrada Chiaira lo conoscete. I cassonetti sono nascosti dalle sterpaglie. E chiunque si sente autorizzato a scaricare qui i propri rifiuti. Il limite è solo la fantasia: da queste parti hanno visto di tutto. Oltre ai mobili e gli elettrodomestici, anche batterie e oli esausti. Con i rischi per la salute legati a questi rifiuti.

Purtroppo non è stata ancora trovata la soluzione. Non è sufficiente che gli uomini di Irpiniambiente vengano due volte al giorno. Perché in poche ore tutto torna come prima. Per risolvere il problema bisognerebbe rimuovere i cassonetti. O, se è proprio impossibile, portali a vista togliendo gli arbusti. E magari istallando qualche telecamera.

Noi continueremo a denunciare la situazione fino a quando sarà risolta. Assessore all'Ambiente Augusto Penna, ci ascolti. Ponga fine a questo triste spettacolo.