Tunnel, un buco lungo dieci anni. E pensare che la Manica...

Quel banale sottopasso è peggio di uno scandalo. Il tunnel sotto la Manica realizzato in 7 anni.

tunnel un buco lungo dieci anni e pensare che la manica

Milioni buttati al vento per un progetto che non serve a niente. E nessuno si chiede se c'è conflitto d'interesse per D'Agostino: appalti pubblici nella città che rappresenta in Parlamento.

di Luciano Trapanese

Ci sono buchi e buchi. Quelli avellinesi sono infiniti. Parliamo del tunnel, naturalmente. O meglio, un semplice, banale sottopasso (ormai), che non riesce a essere completato (ultimo rinvio: altri due anni). E pensiamo a un'altra opera. Che così, a occhio, ci sembra più complessa: il tunnel sotto la Manica. Cinquanta chilometri, 39 sotto il mare. Opera iniziata nel 1987 e completata nel 1994. Quindi in sette anni. Leggete bene: sette anni.

Il tunnel avellinese è stato invece iniziato nel 2007. Sono passati dieci anni. C'è una proroga per altri due. Ma nessuno crede che verrà terminato.

E non stiamo parlano della Manica. Ma di un semplice – e a questo punto inutile – sottopasso, che attraversa la città per non più di cinquecento metri.

Un confronto impietoso. Con tanti responsabili. E quindi, al solito, nessun colpevole. Un papocchio istituzionale e imprenditoriale gigantesco. Che dà anche l'esatta misura dello sfascio avellinese.

L'opera immaginata da Di Nunno avevo un senso: il tunnel avrebbe attraversato la città, garantendo parcheggi sotterranei, valorizzando il centro storico e avrebbe consentito un accesso rapido e comodo alla Città ospedaliera. Poteva piacere o meno, ma aveva una ragione di esistere.

Il piano si è poi sempre più miseramente rimpicciolito. Si è ormai ridotto a un collegamento tra largo Garibaldi e il ponte della Ferriera (un buco più inutile della cosiddetta metro leggera, o meglio: l'impossibile ritorno delle filovie).

I passaggi che hanno caratterizzato il progetto sono degni di una galleria dell'orrore istituzionale. Corsi e ricorsi. Varianti e documenti che ci sono e poi non ci sono (per i dettagli leggi qui). Date di consegna rinviate sempre, nonostante le promesse. La D'Agostino Costruzioni Generali avrebbe dovuto consegnarla il 16 giugno del 2013. Quattro anni dopo, niente. Anzi un ulteriore rinvio (ma nessuno si è mai chiesto se c'è un conflitto d'interesse per D'Agostino: parlamentare e imprenditore impegnato in opere pubbliche nella città che dovrebbe rappresentare a Roma?).

Nel frattempo milioni di euro sono andati in fumo. Altri ne andranno. Per un sottopasso che non serve a nessuno (bastava l'accesso a un parcheggio sotterraneo per migliorare la vivibilità e la circolazione delle auto nel capoluogo). Anzi. Molti commercianti della zona hanno abbassato per sempre le saracinesche: i cantieri hanno per mesi impedito l'accesso ai loro negozi. Tutto nel disinteresse generale. Come nulla fosse.

Poi ripensiamo alla Manica. Ai sette anni impiegati per una delle opere più imponenti del mondo. E immaginiamo se avessero dovuto affidarla agli amministratori avellinesi. E ci diamo la risposta. Siamo sicuri, anche voi ne avete una uguale. Ma per decenza ci limitiamo solo a pensarla. Che è meglio...

 

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Ultima modifica 15/4/2017 15.45
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