L'autostazione sta marcendo, bisogna rifarla quasi da capo

La commissione regionale visita il cantiere. Sconcertante la conclusione.

l autostazione sta marcendo bisogna rifarla quasi da capo

Passariello: se iniziano i lavori si riparte dal 50 per cento. E' già costata più del doppio. Servirà un'altra barca di soldi. L'ennesimo fallimento. L'ennessima occasione mancata.

di Luciano Trapanese

Che l'autostazione fosse ridotta uno schifo lo sapevano tutti gli avellinesi. Basta sbirciare all'interno. Ma che fosse da rifare almeno al cinquanta per cento, forse nessuno lo immaginava. Il presidente della Commissione regionale per le Partecipate, Luciano Passariello, che questa mattina ha fatto un sopralluogo nell'ennesimo cantiere eterno della città, non ha dubbi: «Il degrado si sta mangiando l'autostazione. Tecnicamente l'opera è pronta al 75 per cento, ma tra infiltrazioni, perdite, danneggiamenti, è da rifare almeno per la metà».

Insomma, una situazione deprimente. Una delle tante incompiute. E' già costata il doppio dei soldi preventivati. E ce ne vorranno ancora (molti). Altri milioni gettati nel buco nero degli sprechi. E un'altra occasione mancata.

Le uniche opere completate in città sono un fallimento (Mercatone flop annunciato, teatro e macello sovradimensionati e ingestibili). Le altre dormono nel limbo delle irrealizzate.

Per l'autostazione si aggiunge anche un contenzioso giudiziario. Tra un privato e l'Air. C'è stata una perizia. Poi una controperizia. E i giudici ne hanno disposto una terza. Tempi stimati: sei mesi, un anno.

«Chiediamo alla magistratura – ha dichiarato Passariello – di darci una mano. E arrivare il prima possibile alla conclusione di questa causa. Se ricominciassero i lavori, entro un anno potremmo anche farcela a mettere in funzione l'autostazione».

Beh, come si dice, l'ottimismo è il sale della vita. Ma non crediamo né nei tempi celeri della magistratura, né in quelli degli appalti pubblici.

Insieme a Passariello è arrivato ad Avellino anche Tommaso Malerba, dei 5 Stelle. «Abbiamo visto cose raccapriccianti. Uno stato di abbandono totale. Sulla questione saremo una spina nel fianco del governatore De Luca. E poi, sull'Air: non basta dire che una società porta degli utili per dire che è amministrata bene. Non sempre si coniugano utili con efficienza».

Ma basteranno le spine nel fianco per risanare uno dei tanti disastri nel centro del capoluogo irpino? Chissà.

L'autostazione non sembrava un progetto difficile da realizzare. Una struttura per gli uffici, pensiline per bus e passeggeri, più le necessarie strade d'accesso. E invece...

Progetti sbagliati, contenziosi, ritardi, inefficienze. E si riparte da zero, o quasi. Dopo aver atteso decenni e speso una barca di euro.

Cosa dite, i responsabili? Come al solito, talmente tanti che alla fine non ce n'è nessuno. Un rimpallo interminabile di responsabilità e burocrazia, inadempienze e incompetenze. Un valzer senza musica che ha negato qualsiasi possibilità di sviluppo alla città. Un altro emblema del fallimento.

Ora ci dicono che l'autostazione – per i soliti noti era quasi da inaugurare – è completa solo al cinquanta per cento. E che i lavori non ripartono per un contenzioso (nel frattempo le opere già fatte continueranno a marcire). Se va di extralusso ci vorranno due anni (ma nessuno ci crede). A questo punto sono aperte le scommesse: si finirà prima il tunnel o l'autostazione? Nel frattempo guadagna posizioni, in questa sconsolante classifica, anche la metro leggera. Un altro spreco. Che conoscete bene.

 

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Ultima modifica 20/4/2017 10.23
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