di Andrea Fantucchio
Torna Estate in Irpinia. Viaggio alla scoperta dei comuni della Provincia irpina. L'evento targato Info-Irpinia. Domani la presentazione ufficiale all'Istituto Tecnico-Agrario De Sanctis di Avellino (in via Tuoro Cappuccini). Ora 17.00. Abbiamo ascoltato il presidente dell'associazione, Francesco Celli. Per un punto della situazione fra passato e futuro. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video della quarta tappa dell'anno scorso).
1) Come nasce l’idea di Estate in Irpinia e come si sviluppa?
"Estate in Irpinia nasce da una grande sfida, e cioè far conoscere il territorio innanzitutto a noi stessi, agli Irpini, in modo semplice, attivo, popolare e divertente. Col tempo è diventata occasione per far scoprire la provincia anche a tanti viaggiatori che poi se ne sono innamorati. Nelle due precedenti edizioni abbiamo superato i 2.000 partecipanti, solo con la forza dei nostri soci e di altre associazioni. Risultati importanti che ci rendono molto felici. Abbiamo valorizzato le caratteristiche dell'Irpinia: paesaggi meravigliosi, spontaneità della gente, buon cibo condiviso, ferrovia, cultura, prodotti, recupero delle tradizioni e degli antichi mestieri. Senza dimenticare i problemi sociali e ambientali".
2) Vedo un numero diverso di tappe rispetto all'anno scorso. A cosa è dovuto?
"Abbiamo distribuito diversamente le tappe nell’arco dei 5 mesi, da maggio a settembre. Ma soprattutto abbiamo lavorato sulla struttura organizzativa. Con importanti passi avanti: domani vedrete alcune novità sostanziali. Ringrazio i soci che si sono occupati della realizzazione del progetto. Hanno fatto davvero un ottimo lavoro".
3) Quali sono i messaggi che caratterizzano il vostro percorso associativo?
"Puntiamo ad una rivoluzione culturale per questa terra. Ogni passo che compiamo va in questa direzione. Dobbiamo riappropriarci dell’Irpinia, un pezzetto ciascuno, perché è nostra e non di chi l’ha amministrata male o svenduta. Vogliamo segnare un cambiamento che parta da un modo nuovo di vedere e vivere questa terra. Riscoprire l’orgoglio che ci appartiene: volutamente affievolito dalle cattive gestioni. Ma è ancora nell’indole di questo straordinario popolo: gli irpini".
4) Cosa volete comunicare con questo viaggio fra i borghi della provincia?
"Questa terra può farcela. Vogliamo promuovere la speranza prima dell’economia, la bellezza dello stare insieme, la riscoperta di valori semplici. Vogliamo che si scopra la magia nascosta in un borgo, nelle parole di un anziano, nelle sorgenti, in un castello, in una tarantella o in un bicchiere di vino condiviso con chi si vuole bene. Che tutto questo sia un patrimonio condiviso".
5) Perché dovrei partecipare?
"Per tuffarti nella nostra identità! Conoscere la nostra terra, la sua gente, ma anche per guardare le cose con occhi diversi, divertirsi e stare insieme. Tante volte è capitato che persone si siano stupite scoprendo la bellezza di alcuni luoghi. Il fascino di alcune storie che abitavano a due passi da loro. Ma che avevano ignorato. La chiave della rinascita irpina è proprio in quello stupore. Che va esteso".
6) Nonostante il successo, siete ancora auto-finanziati. Le istituzioni vi ignorano o voi non le cercate?
"Anche per questa terza edizione saremo autofinanziati. E ne approfittiamo per ringraziare chi ci sostiene con piccole donazioni. E' una scelta che ci dà l'indipendenza che vogliamo. Icomuni da toccare vengono decisi dai soci in assemblea. Va detto però che nessuna istituzione ci ha proposto un aiuto. O un'idea. Eppure parliamo di un evento che ha stabilità, rilievo culturale e grande partecipazione. Poco male, noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada e per la nostra Irpinia".
