di Luciano Trapanese
«Statt' accuort', nu sbaglià». Una minaccia esplicita, in dialetto stretto. Forse per renderla più convincente. A riceverla il comandante della polizia municipale di Avellino, Michele Arvonio. E non in un giorno qualunque. Ma poche ore prima dell'apertura delle buste per una delle gare più discusse, discutibili e contese della città: quella per la gestione di tutti i parcheggi pubblici. Valore: 180mila euro.
Una minaccia che ha avuto pesanti conseguenze. La gara è stata sospesa. A rivelarlo è stato il presidente della commissione esaminatrice (Arvonio è uno dei componenti), Riccardo Feola: «Non ci sono le condizioni e neppure la serenità per proseguire...».
Il sindaco Paolo Foti ha rincarato la dose: «C'è un brutto clima...». Lasciando intendere in quel “brutto clima”, la presenza ripetuta di segnali a dir poco inquietanti.
Alla gara hanno partecipato due ditte. Una di Santa Maria Capua Vetere, rappresentata da Antonio Nunziante, che ha deciso di rinunciare all'appalto: «Vado via, basta. Preferisco restare a casa mia...». Ma subito dopo si è presentato in procura per depositare una denuncia su quello che è accaduto in Comune. L'altra ditta è di Arcella e fa riferimento a Fausto Sacco.
In sala anche i parcheggiatori delle coop che hanno gestito fino a qualche mese fa i parcheggi in città. Qualcuno ha detto: «Ora penseranno che siamo stati noi. La verità è che vogliamo solo lavorare...».
Sulla vicenda il sindaco Foti ha aggiunto: «Paghiamo le conseguenze di una scelta infelice di Di Nunno, che ci lega mani e piedi. Quella di inserire persone da recuperare nella gestione di alcuni servizi. Avrebbe dovuto pensare ad altre forme di reinserimento...».
La minaccia ribadisce ancora una volta l'inquietante collegamento tra alcuni ambienti della città e la gestione di un servizio molto ambito. Uno dei punti più oscuri nella gestione della cosa pubblica avellinese dell'ultimo decennio. E che ha già attirato l'attenzione degli inquirenti della procura di piazza d'Armi.
Un intreccio tra interessi gestiti dalle amministrazioni locali e personaggi non proprio cristallini che potrebbe essere alla base anche delle minacce e degli attentati che hanno segnato queste settimane a Montoro (auto in fiamme al sindaco Bianchino) e a Monteforte Irpino (lettere minatorie al primo cittadino e due amministratori).
La telefonata di questa mattina, con la sospensione della gara, si inserisce in un contesto simile. E segnala lo stesso clima.
Il sindaco ha annunciato che la concessione dell'appalto sarà completata al più presto. Abbiamo seri dubbi, anche perché l'intervento della procura sembra inevitabile.
