Ci minacciano e danneggiano le auto: ridateci Massimo e Ubaldo

Avellino cittadini rivogliono i parcheggiatori allontanati dai Daspo e firmano la petizione. Video

(Clicca sulla foto in alto e guarda il servizio video) Parco Santa Rita è terra di nessuno: «Se non paghiamo ci minacciano e sfregiano le automobili».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Senza Massimo e Ubaldo qui è un far west: se non paghi, i parcheggiatori ti danneggiano l'auto. O ti inseguono. Sono individui pericolosi. Spesso drogati». La denuncia di Lucia Carfagno è emblematica dello stato d'animo di molti cittadini che abitano intorno a Parco Santa Rita.

Parcheggio della città custodito fino allo scorso maggio da Massimo e Ubaldo. Due dei parcheggiatori colpiti dai Daspo urbani (obbligo di allontanamento): procedimento che rientra nel pacchetto di sicurezza del ministro Minniti.

Pochi giorni dopo l'allontanamento dei due uomini, nello spiazzale è apparso uno striscione, ancora visibile: "Massimo e Ubaldo non mollate. I clienti di Santa Rita sono con voi".

Adesso si stanno raccogliendo le firme per rimettere i parcheggiatori a loro posto.

Lucia Carfagno, autrice della petizione che ha già raccolto centocinquanta firme, spiega alle telecamere di Ottopagine: «Conosco Massimo e Ubaldo da tempo. Sono uomini onesti che hanno sempre svolto il proprio lavoro in modo corretto, senza approfittare di nessuno. Vogliono solo assicurare stabilità alla famiglia».

Apprendiamo che Massimo ha cinque figli e una moglie disabile a carico. Più volte si è rivolto ai servizi sociali di Avellino per chiedere un sussidio economico. Un dramma familiare esploso in modo veemente dopo l'applicazione dei Daspo.

«Siamo riusciti ad ottenere più di 150 firme: il documento verrà presentato al Comune a fine settimana. Noi vogliamo che Massimo e Ubaldo tornino al loro posto e che, in caso di nuove assunzioni, rientrino fra i lavoratori reintegrati».

Intanto Parco Santa Rita è terra di nessuno: alla mercé di parcheggiatori abusivi che si spartirebbero la zona, importunando i cittadini. I residenti hanno visto anche alcuni drogati che verrebbero qui a bucarsi nelle ore notturne.

Racconta Lucia: «Manca il controllo, tutti si sentono autorizzati a fare ciò che vogliono»

Per ora, il futuro di Massimo e Ubaldo, così come quello di tanti altri parcheggiatori in città, è incerto. E' tutto fermo all'assegnazione dei servizi di custodia e manutenzione delle aree di sosta cittadine alla Multiservice Amica, ditta di Fausto Sacco con sede ad Arcella.

Da allora non è stato chiarito il futuro dei tanti parcheggiatori impegnati con le cooperative che hanno gestito i servizi negli anni precedenti. Circola da tempo la voce che solo alcuni di loro saranno reintegrati (dovrebbero essere in undici). E tanti temono di restare fuori.

Anche perché l'amministrazione deve ancora pronunciarsi in modo chiaro. Nessuno ha parlato del futuro delle maestranze e di quando il nuovo servizio entrerà in vigore. Né dell'istallazione dei parchimetri che dovrebbero affiancare il ruolo dei parcheggiatori, lasciando a questi ultimi il solo compito di custodia delle aree parcheggio.

Con una maggiore vigilanza sui flussi di cassa destinati al Comune: nodo che fece esplodere la vicenda Acs denunciando l'assenza di un organo di controllo efficace. E scoperchiando una zona grigia, un segreto di Pulcinella a onor del vero, che si intersecava con la vita amministrativa della città.

Al momento, però, tutto tace.

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