di Andrea Fantucchio
Non solo parcheggi (con 850 nuovi posti auto), il prossimo settembre potrebbe portare agli utenti dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino anche una tettoia di collegamento fra la zona garage e la struttura: copertura utile in caso di pioggia. E' il dirigente, Angelo Maria Percopo, ad annunciarlo durante l'inaugurazione del nuovo accesso al pronto soccorso di Avellino (Guarda il video).
Il count-down, per le aree di sosta, è in realtà partito tempo fa: il nodo parcheggi è una piaga che la struttura ospedaliera irpina si porta dietro da tempo. Ora sembra esserci uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.
Ha spiegato Percopo: «Ho ascoltato recentemente l'azienda preposta agli interventi, i lavori procedono secondo quanto previsto dal programma. In caso di ritardo la ditta è costretta a pagare una penale. Inoltre ho chiesto di inserire, senza aumentare i costi, una tettoia di collegamento fra i garage e la struttura: utile soprattutto per i pazienti in difficoltà o gli anziani in caso di pioggia. La ditta ha detto che l'intervento sarà effettuato».
Intanto, proprio intorno al nuovo parcheggio sono da evidenziare i dubbi di alcuni cittadini, su tutti l'attento architetto, Claudio Rossano, che ha giudicato in modo negativo il piccolo marciapiede realizzato lungo la strada del vecchio accesso al Pronto Soccorso che ridurrebbe ulteriormente lo spazio stradale. Presto ne capiremo di più.
Intanto Percopo, entusiasta per la notizia relativa ai nuovi parcheggi, è stato invece più prudente sull'estate caldissima, e non c'entra il termometro, che attende il pronto soccorso avellinese: reparto finito spesso sotto pressione proprio nella stagione estiva a causa del sovrannumero di pazienti.
«Devo riconoscere – ha dichiarato il dirigente – che quanto fatto finora non è sufficiente. Bisogna rendere più fluido il passaggio dell'utente fino all'area di ricovero».
Sulla riduzione del personale impiegato nel reparto di dolore, il manager si è irrigidito: «Il reparto continua a funzionare e questa è l'unica cosa che conta».
