di Andrea Fantucchio
“Sono Arturo Aiello, cittadino di Avellino”. Così Monsignor Arturo Aiello, nuovo vescovo di Avellino, ha salutato la città dal balcone del palazzo vescovile che da oggi sarà la sua nuova casa. Poi gli applausi dei presenti nonostante il gran caldo. Al fianco dell’Alto prelato, il parroco Don Enzo e il sindaco, Paolo Foti.(Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video. A fine articolo tutte le foto)
In piazza Libertà, per accogliere il nuovo vescovo, ci sono molto meno delle duemila persone previste alla vigilia. Nonostante questo, la città di Avellino non ha fatto mancare il suo calore ad Aiello. Ci sono anziani, adulti, bambini e anche la musica: portata dal gruppo neocatecumenale di San Ciro. Sono loro una delle note più belle della giornata: grazie ai canti rivolti al Signore che finiscono per coinvolgere anche i presenti apparentemente più distaccati.
La nostra giornata inizia alle 17.45. Arriviamo a Piazza Libertà attraverso via Nappi. Siamo in compagnia della collega Paola Iandolo, in diretta in questo momento su Ottochannel, e del cameraman, Paolo Romano, in piazza Duomo c'è l'altra diretta con Rocco Fatibene e il cameraman Andrea Bocchino mentre dallo studio televisivo dirige le operazioni Angelo Giuliani con la supervisione tecnica di Michele Urciuolo. Intorno a noi: negozi chiusi, presidi di Polizia, Carabinieri e Municipale agli angoli della strada, ma la situazione, come da previsioni, è più che tranquilla.
Intanto il Vescovo Aiello è a Mercogliano con il primo cittadino, Massimiliano Carullo. Arriva in Piazza intorno alle 18.15. Annunciato dagli applausi dei presenti. Altri avellinesi sono in Piazza Duomo ad attendere l’Alto Prelato. Ancora dieci minuti d’attesa e poi tocca al sindaco di Avellino, affacciato sul balcone del vescovado, parlare.
“Benvenuto ad Avellino: questa grande famiglia che è la nostra diocesi ha avuto guide straordinarie, lei non sarà da meno. Ci porterà lontano da due mali della nostra epoca: lontananza da Dio e perdita delle virtù morali. Dobbiamo valorizzare, con la sua guida, le risorse di questa città: a partire dai più giovani costretti, dalla mancanza di alternative, ad andar via. Avellino è una città tranquilla, ma preda di uno dei drammi del Mezzogiorno: la disoccupazione. Stiamo facendo il possibile, con Caritas e Mensa dei Poveri, per dare sostegno ai fratelli meno fortunati. Lei ci aiuterà. In questi primi giorni, Padre, noterà i tanti cantieri disseminati in città, contiamo di finirne presto molti e far rivivere la bellezza di Avellino. Lei sarà fondamentale per sviluppare una bellezza ancora più importante: quella morale”.
Qualche secondo di silenzio, poi altri applausi.
Tocca al vescovo parlare. Il suo tono di voce è emozionato ma deciso, comunica calore che si trasmette presto fra i presenti e non c’entra il sole picchiante.
“Su questa piazza si affacciano tutti i palazzi delle istituzioni: siamo tutti a servizio dei cittadini. La fede è al servizio delle persone. Non dimenticatelo: sono servo di tutti voi. Come una grande famiglia esprimo la mia gioia per essere qui in vostra compagnia, mi auguro che la strada percorsa insieme sia ricca di gioia. Ecco la mia benedizione per tutti quelli che sono qui, ma anche a chi si trova lontano e a chi non crede, dopotutto una preghiera non può far male a nessuno. Prima di procedere, voglio ricordare il dramma del terremoto del 1980: un dolore che ci accomuna, quella notte ho perso dieci fedeli nella mia parrocchia. Condivido con voi questo ricordo perché ci fa capire che ci sono cose che nemmeno il terremoto può spazzare via: i veri valori sui quali spero edificherete le vostre vite”.
Altri applausi.
Si riparte attraverso "lo Stretto", lungo via Nappi, verso la Piazza del Duomo. Dove ci sono un centinaio di fedeli ad attendere Aiello. Lo “scortano” fin dentro la Chiesa, dove il vescovo inizia ad officiare la messa. Poi seguirà l’insediamento e il Monsignor Aello prenderà effettivamente possesso della sua "nuova casa”.
