Milioni di fan su Youtube: ecco Sabaku, filosofo dei videogame

Michele Poggi, youtuber fra i più apprezzati e seguiti d'Italia, ci spiega i suoi segreti. Video

milioni di fan su youtube ecco sabaku filosofo dei videogame

(Clicca sulla foto in alto e guarda il video) Entusiasmo, studio, impegno, costanza e pazienza: la storia di un bambino e poi di un ragazzo davvero particolare. Con una grande passione: quella per i videogiochi.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio e Pasquale Cuomo

Avere le lacrime agli occhi per aver faticato cento ore al pc per un video da duecentomila visualizzazioni che viene pagato sette dollari dal signor Youtube, accettare commenti a quel video come “tua madre è una puttana” dal primo beota da tastiera, mettere in piazza la propria passione per i videogame ed essere etichettato come nerd: può tutto questo chiamarsi lavoro?  Per Michele Poggi, in arte Sabaku No Maiku, la risposta è sì. Non parliamo di un incallito masochista ma di uno degli youtuber più apprezzati in Italia nella categoria gameplaying (appassionati di videogiochi). (Clicca sulla foto di copertina e guarda l'intervista video)

Ottopagine.it lo ha conosciuto meglio e ha scavato nei segreti del suo successo.

Ma, prima di andare avanti, la domanda è: Saba...chi?

Come vi anticipavamo: uno degli youtuber più apprezzati in Italia. Nel suo canale parla di gameplay (come giocare e terminare un videogioco) ma non solo. Possiamo considerare Michele il “filosofo dei videogame”. Un ricercatore che scava nell'essenza dei videogiochi: la storia, il mercato che c'è intorno, la filosofia che si nasconde dietro l'elaborazione del videogame. E i suoi fan lo adorano.

Ieri Michele era al FantaExpo di Salerno. Dove lo abbiamo intervistato fra un giro di autografi e l'altro.

Racconta: «Mi sono lanciato su Youtube prima di avere una connessione internet. Non sapevo bene cosa fosse. Amavo i videogiochi e così ho cominciato a parlare della mia passione. Un amore nato da ragazzino».

Ma Sabaku non era un bambino convenzionale: non si limitava a incollarsi per ore a uno schermo come ha fatto ognuno di noi con l'ultima edizione di Final Fantasy. Cioè: lo faceva, certo, ma andava oltre.

«Ero piccolo – spiega – ma molto curioso. Mi interessavano tante cose oltre il “pigiare bottoni sul mio joystick”. Mi chiedevo: perché gli sviluppatori hanno scelto un tasto invece che un altro per far saltare un personaggio, perché un videogioco d'azione ha un mercato diverso rispetto a uno fantasy, cosa cambia nella realizzazione di ogni trama?».

La storia infinita

Un percorso di ricerca nel quale oggi lo accompagnano centinaia di migliaia di appassionati. Pochi, però, conoscono il lavoro che c'è dietro la realizzazione di un video.

«Uno youtuber – spiega – non è solo un tizio seduto dietro una videocamera che regala sketch comici o recensioni di film e videogiochi. Non c'è spazio per l'approssimazione: bisogna approfondire un argomento e poi raccontarlo in modo unico. Posso lavorare oltre cento ore per realizzare un video per il mio canale. E propongo solo ciò che reputo di assoluta qualità: spesso video di trenta quaranta minuti. Ne trarrei più fan spezzettando il lavoro in tante registrazioni? Non mi interessa. Quello non sarebbe un lavoro fatto bene per me».

Autenticità. Questa una delle parole chiave di Sabaku.

«Non ho studiato un personaggio – chiarisce – anche se il processo mi affascina. Ho deciso di essere me stesso. Con tutti i vantaggi e gli svantaggi di una simile scelta. C'è chi ama e chi non esita due secondi a chiamarmi coglione. Così in diretta, in un commento aperto al mondo. Ma poi impari a rispondere a tutti: al “cafone aperto al ragionamento”, con il quale poi interagisci, e al “cafone caprone”, che inviti a ripassare quando avrà (ri)acquistato il buon senso».

Ma come guadagna uno Youtuber?

Soprattutto in Italia, dove a causa della lingua è difficile raggiungere i milioni di fan dei canali anglofoni, il segreto è l'universo che si crea intorno al brand. Non la pubblicità per il video in sé ma le collaborazioni, la partecipazione a eventi come il FantaExpo, le recensioni professionali, la presentazione di libri e prodotti a tema.

Insomma, lo youtuber è un prodotto che ha un nome, un cognome e un volto.

«Nonostante le difficoltà – spiega Sabaku – amo il mio lavoro. Perché è quello che ho scelto di fare, fidandomi delle mie passioni . Poi c'è la fatica, il sacrificio, la voglia di mollare: ma in quali attività non sono presenti?»