Fannulloni furbastri che sul posto di lavoro non ci sono quasi mai. Eppure risultano presenti e persino autori di straordinari. Il blitz di ieri all'Asl di Avellino è la punta dell'iceberg del fallimento che riguarda il nostro sistema sanitario e arriva dopo le inchieste che hanno coinvolto l'ospedale San Giovanni di Dio Ruggi d'Aragona di Salerno e il Cardarelli di Napoli.
A Salerno l'operazione “Just e time” ha portato alla luce una fitta rete di assenteismi che hanno coinvolto 800 indagati, dai dirigenti agli inservienti. Ridotti, ora, a 500. Con un danno erariale di decine di migliaia di euro.
Ad Avellino il virus dell'assenteismo non ha risparmiato nessuno: fra i 21 indagati troviamo quattro dirigenti medici, cinque collaboratori sanitari professionali, cinque assistenti amministrativi, due coadiutori amministrativi, un operatore tecnico addetto all'assistenza, un ausiliario socio-sanitario, un collaboratore professionale assistente sociale, uno specialista radiologo, un medico specialista ambulatoriale.
A Napoli gli inquirenti hanno scoperto che fra i centralinisti, su 11 dipendenti in servizio 9 erano ideatori ed artefici di un ormai collaudato sistema per eludere il controllo del cartellino: bastava che solo due di loro fossero presenti per assicurare agli altri non solo le ore necessarie ma anche gli straordinari. Cento ore mensili eccedenti, che portavano ogni singolo centralinista a percepire una retribuzione pari a 3 mila euro mensili.
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Andrea Fantucchio
