Dissequestrate le nostre case. Siamo cittadini per bene

Lo sfogo delle venti famiglie che abitano negli edifici di San Tommaso messi sotto sequestro

Un'inchiesta che mira a scoperchiare presunte concessioni illecite. In mezzo ci sono finiti i cittadini onesti.

Avellino.  

“Intollerabile, dopo aver pagato fior di quattrini, ritrovarsi la propria abitazione sequestrata e al momento, a livello catastale, bloccata”. Lo sfogo è di uno dei cittadini del parco residenziale di via Carafa a San Tommaso, dove proprio ieri sono stati sequestrati due edifici all'interno dell'indagine sulle abitazioni abusive che ha portato anche alla requisizione di alcuni faldoni dall'ufficio urbanistica.

Il ragazzo, che preferisce restare anonimo, si fa portavoce delle istanze delle oltre venti famiglie che abitano gli immobili messi sotto sequestro.

“Chiediamo l'immediato dissequestro – continua il giovane - per far chiarezza sopratutto nei confronti di chi ha speso una vita per potersi permettere un'abitazione degna. Qui ci abitano anche dei professionisti stimati che avevano acquistato regolarmente un appartamento vicino al centro, e ora si trovano questa situazione assurda. Gli avellinesi che fanno sacrifici simili, non meritano un trattamento del genere”.

Sfogo comprensibile di chi è rimasto vittima, suo malgrado, di un'inchiesta che mira a scoperchiare una presunta collusione fra gli uffici che rilasciavano i permessi e alcune ditte edili. Molti dei compratori degli edifici, infatti, ignoravano il vincolo ambientale che, secondo la Procura, sarebbe stato violato, quello del Rio San Francesco. Le famiglie per ora possono continuare ad abitare quegli appartamenti, ma la situazione resta appesa sul filo di lana. E essendoci di mezzo le proprie case, quelli venti famiglie hanno inevitabilmente paura.

Andrea Fantucchio