Migranti in Irpinia, mediatori dal Prefetto. Ecco video e foto

Premiati gli operatori della provincia. Si discute con Carlo Sessa dei progetti futuri

Oggi il prefetto Carlo Sessa li ha incontrati, durante l'evento organizzato dall'Associazione “Noi integriamo”, per premiare il primo corso di formazione dedicato proprio a loro, i mediatori.

Avellino.  

Vite diverse, distanti continenti, che si incrociano a causa di contingenze inevitabili e poi, per scelta, decidono di proseguire insieme. Nonostante quello che accade in questi giorni, non solo in Italia ma nel mondo. E la situazione in provincia, con oltre mille migranti distribuiti già sul territorio ed i nuovi arrivi previsti. Eppure, i mediatori culturali riuniti nel Palazzo della Prefettura di Avellino, questa mattina, avevano volti distesi, di chi la fatica l'ha accantonata a favore della gioia di essere tutti qui. 

Insieme, a condividere le proprie esperienze e cercare una soluzione per migliorare le politiche di integrazione attuate sul territorio irpino.

E ricevere un riconoscimento (raro) per il proprio duro lavoro.

Oggi il prefetto Carlo Sessa li ha incontrati, durante l'evento organizzato dall'Associazione “Noi integriamo”, per premiare il primo corso di formazione dedicato proprio a loro, i mediatori. La convinzione di tutti è che dalla preparazione e dalla cultura, può partire la prima gestione di quanto sta avvenendo. Noi eravamo lì e ne abbiamo approfittato per intervistare proprio il Prefetto su quanto sta accadendo in questi giorni in provincia.

Dai segnali d'insofferenza esplosi in episodi di violenza da parte dei ragazzi ospitati, passando per l'allarme sanitario lanciato dopo la tragica morte del 19enne della Guinea stroncato dalla meningite, fino ad arrivare alla gestione dei nuovi arrivi per ogni singolo comune. Per l'intervista vi invitiamo a sintonizzarvi alle 14.00 sul canale Ottochannel, 696 del digitale terrestre.

Intanto qui vi lasciamo al breve video sulla premiazione avvenuta. E alle foto dell'evento. Un'occasione che abbiamo utilizzato per parlare proprio con loro, i mediatori. Un lavoro duro, prima per capire i ragazzi e aiutarli ad integrarsi. Mentre il sistema che si sviluppa loro intorno, spesso, non fa altro che accentuare le divisioni. Fra chi (troppi) speculano sui soldi europei (pocket money) destinati a questi giovani, e chi non riesce altrettanto spesso ad organizzare un efficace piano di gestione.

Portando al collasso della pazienza dei cittadini. Ma oggi, tutto questo è passato in secondo piano, davanti a quelle facce distese di immigrati e mediatori che adesso hanno deciso di prendere in mano la situazione. Di far rete autonomamente. Un progetto difficile ed ambizioso. Vediamo se riusciranno a concretizzarlo.

Andrea Fantucchio