Una nuova donazione per il Museo Civico di Villa Amendola

Arriva l'opera vittime della violenza del maestro Generoso La Sala

una nuova donazione per il museo civico di villa amendola

Museo Civico di Villa Amendola si arricchisce di un’altra preziosa gemma

Avellino.  

Una nuova  donazione per il Museo Civico di Villa Amendola, ideato e curato dallo Storico dell’Arte avellinese Alberto Iandoli, si tratta di un’opera del Maestro Generoso La Sala dal titolo “Vittime della Violenza”, ralizzata nel 1968 dal noto ed apprezzato artista avellinese, classe 1938. L’opera, un olio su tela di cm 60 x 120 è stata  esposta dal Maestro La Sala nelle sue più importanti mostre personali o collettive.

“La splendida idea avuta da Alberto Iandoli di dedicare uno spazio del Museo Civico di Avellino a noi artisti irpini – ha dichiarato il Maestro Generoso La Sala – ha subito incontrato la mia disponibilità, e devo dire la verità quella di tanti altri amici artisti, o per quelli di noi che purtroppo non ci sono più, dei loro congiunti. Lo scorso anno, proprio su sollecitazione di  Alberto Iandoli,  decisi di donare al Museo Civico quattro mie opere che vanno dagli anni ’70 in poi, che scelsi con   Iandoli, che mi onorò di una sua visita nel mio studio di via Palatucci. Allora, in verità, mostrai ad dott. Alberto Iandoli anche l’opera “Vittime della Violenza”, che Iandoli, che da anni segue noi artisti irpini, già conosceva per averla vista in varie mie mostre, e che mi chiese di poterla avere per il Museo di Villa Amendola. Io, allora decisi di non privarmi di quel quadro che dipinsi a trent’anni, in un momento storico particolare, mi riferisco alle contestazioni studentesche del ’68, che per chi ha la mia età sa che si fecero sentire anche ad Avellino. A distanza di più di un anno dalla donazione dei miei quattro dipinti al Museo Civico di Avellino – ha aggiunto il Maestro Generoso La Sala – per la serietà di intenti che caratterizza il lavoro di Alberto Iandoli, che conosco da circa vent’anni,  ho deciso di donare al Museo Civico di Avellino anche l’opera “Vittime della Violenza”, un’opera dalla tematica forte e  storica, perché ispirata alla Contestazione Studentesca del ’68, e un’opera che, modestamente è parte della mia storia artistica. Una storia artistica,la mia, lunga più di sessant’anni, cominciata nella Scuola d’Arte di Avellino con i Maestri Giorgio Baitello e Domenico Stasi. Di quest’ultimo, ho visto con piacere a Villa Amendola esposti i bozzetti dell’Altare della Chiesa del Rosario, che Alberto Iandoli mi ha informato di aver recuperato da uno dei figli del Maestro Stasi, che da anni vive a Trieste.  Ciò mi ha fatto molto piacere, perché Domenico Stasi è stata una valente figura di scultore del ‘900 che merita di essere ricordata. Mi auguro – ha concluso il Maestro La Sala – che tanti altri miei amici artisti, o per quelli di noi che purtroppo non ci sono più, i loro congiunti,  decidano di donare opere d’arte  al Museo Civico di Avellino, che ha aperto le sue porte a noi artisti, e che ci offre la possibilità di lasciare ai posteri una traccia concreta del nostro lavoro”.

Alle parole del Maestro Generoso La Sala si aggiungono quelle dell’Assessore alla Cultura del Comune di Avellino, Bruno Gambardella, che nell’apprendere la notizia dell’arrivo a Villa Amendola dell’opera “Vittime della Violenza” dell’artista  Generoso  La Sala così si è espresso: “Ringrazio a nome dell’Amministrazione Comunale di Avellino il Maestro Generoso La Sala per aver pensato al nostro museo per quella che, a quanto ho capito è una delle opere a cui tiene di più. Un grazie sento anche di rivolgerlo al dott. Alberto Iandoli, a cui si deve, ci tengo a ricordarlo, la genesi e la vita quotidiana del Museo Civico di Avellino, che con l’opera “Vittime della Violenza”, donataci dal Maestro Generoso La Sala, si arricchisce di un’altra preziosa gemma. Ma l’opera del Maestro La Sala – ha concluso l’Assessore Gambardella -  offre all’esposizione museale permanente di Villa Amendola la possibilità  non solo di omaggiare un artista noto ed apprezzato, che ha deciso di non abbandonare la sua terra, ma di poter raccontare ai visitatori del polo culturale cittadino di via Due Principati anche  una pagina di storia italiana, mi riferisco alla contestazione studentesca del ’68 che, come ricordava il Maestro La Sala, testimone di quel periodo storico, interessò anche la città di Avellino”.

Redazione Av