Avellino ricorda i bombardamenti del 1943 "Con Animo Fierissimo"

Il sindaco: è la nostra storia

avellino ricorda i bombardamenti del 1943 con animo fierissimo

«La nostra storia – ricorda il sindaco di Avellino, Gianluca Festa - è contraddistinta da due grandi eventi tragici, per i quali alla città è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile: il terremoto del 1980 e i bombardamenti del 1943.

Avellino.  

Una rievocazione suggestiva ed emozionale, oltre che storica, dei bombardamenti del 1943 che hanno segnato la storia della città. Ottant’anni dopo quell’immane tragedia, il settore Cultura del Comune di Avellino, insieme all’associazione “Magnitudo”, ha organizzato un vero e proprio story-telling, con videoproiezioni, musiche, effetti sonori e scenici, e brevi interventi di teatro di figura, che sarà articolato in più atti, in un’ alternanza di videomapping ed effetti speciali.

L’obiettivo, illustrato in conferenza stampa dal sindaco, Gianluca Festa, e dal dirigente alla Cultura, Gianluigi Marotta, è offrire un’esperienza capace di evocare quasi materialmente la drammaticità dell’evento, affinché possa essere conosciuto e compreso dall’intera cittadinanza, soprattutto dalle nuove generazioni.

L’iniziativa, dal titolo “Con Animo fierissimo”, richiama l’incipit della motivazione alla base della quale l’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, conferì nel 1959 la medaglia d’oro al valor civile alla città di Avellino. Si svolgerà sabato 16 settembre, alle ore 20, davanti alla Chiesa del Rosario. Un luogo, quello prescelto, che ben si presta al progetto, sia per la possibilità di utilizzare la facciate della chiesa come superficie di proiezione, che per la contiguità di altri edifici, che possano essere utilizzati come quinte scenografiche.

«La nostra storia – ricorda il sindaco di Avellino, Gianluca Festa - è contraddistinta da due grandi eventi tragici, per i quali alla città è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile: il terremoto del 1980 e i bombardamenti del 1943. Ricordare quei momenti, che in pochi nella nostra comunità hanno vissuto direttamente, è importante anche per la comprensione di ciò che sta accadendo altrove, ad esempio in Ucraina. Quanto accadde dopo il 1943 – aggiunge il sindaco – rappresentò anche un fulgido esempio di grande forza di volontà della nostra comunità. Nonostante le 3.000 vittime e i danni incalcolabili agli edifici ed alle infrastrutture, Avellino ebbe la forza di alzarsi. Perché noi siamo questo – conclude Festa -: i figli di una comunità che riesce ad affrontare ogni difficoltà ed uscirne sempre a testa alta».

«E’ proprio con animo fierissimo - evidenzia dal canto suo il dirigente alla Cultura, Gianluigi Marotta – che intendiamo riprendere una rievocazione che, quest’anno, sarà divisa in due parti. Dopo 80 anni, in cui tanto si è scritto sui bombardamenti, intendiamo rivolgerci anche ad un pubblico più giovane, quello che notoriamente predilige l’immagine ed il video, per costruire una rievocazione che crei l’emozione e la suggestione di quei terribili momenti. A tale scopo, ci avvarremo del video mapping e di diversi effetti scenici, con l’obiettivo, insieme all’associazione “Magnitudo”, di trasmettere la testimonianza alle nuove generazioni di ciò che è stato, suscitando forti emozioni nell’animo di chi parteciperà all’iniziativa».