Gubitosa: "Caso Trotta" e futuro della società, ecco la verità

Il presidente onorario: «Abbiamo rischiato di non iscriverci. Ora pensiamo a gennaio...»

Avellino.  

 

di Marco Festa

Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, ha prosciolto l'Avellino in merito al "caso Trotta". Scongiurato il rischio di una penalizzazione per i biancoverdi, difesi dell'avvocato Eduardo Chiacchio. L'ufficialità è arrivata questa mattina, dopo giorni di attesa, attraverso il comunicato ufficiale n. 34

Esulta la società irpina per bocca del presidente onorario Michele Gubitosa, che ricostruisce una vicenda che ha tenuto sulle spine la dirigenza: «È un giorno importante per noi, sicuramente. È andato tutto come ci aspettavamo, anche se devo essere sincero: avendo seguito questa situazione in prima persona, ero pronto a prendere anche, provvisoriamente, un punto di penalizzazione. Un occhio poco attento di un giudice poteva, in questo momento, date le accuse, determinare un handicap in classifica: lo avremmo eliminato con un ricorso. Non voglio dire che siamo stati fortunati, ma giudicati da una commisione all'altezza della vicenda, che dopo aver analizzato le nostre osservazioni ci ha scagionati da ogni accusa. È opportuno, seppur per un ultima volta, spiegare quello che è accaduto: abbiamo acquistato Marcello Trotta e sulla sua rivendita c'era una percentuale che doveva andare al Fulham. Di lì è nato un contenzioso: non riconoscevamo i conteggi del club inglese. Ne è scaturita una causa per difenderci da questo costo sbagliato che ci veniva richiesto. Non abbiamo pagato perché non riconoscevamo le cifre che ci volevano essere addebitate. Per dimostrare la nostra buona fede abbiamo mandato sul conto corrente della Lega un bonifico di garanzia con l'importo richiesto dal Fulham. Ma nel calcio funziona così, come sapete: in assenza delle liberatorie non ti fanno iscrivere al campionato. Se ti iscrivi in seconda battuta ti penalizzano. C'era la scadenza dell'iscrizione fissata al 24 giugno, che non abbiamo potuto rispettare per via dell'udienza fissata il 4 luglio: la Co.Vi.Soc ci ha chiamato per puntualizzare che non ci avrebbero fatto iscrivere al campionato nel caso in cui non avessimo risolto in maniera celere questa storia. Non nascondo che ci siamo spaventati. Siamo stati costretti a chiamare il Fulham per palesargli la necessità di chiudere con urgenza questa diatriba. Così facendo ci siamo messi in una condizione di inevitabile svantaggio. Siamo stati costretti a transare, a Losanna; a chiudere la causa prima dell'udienza davanti al TAS. Il Fulham ci è venuto provvidenzialmente incontro. Sono scappato in Co.Vi.Soc e mi hanno fatto capire che nonostante l'avvenuta transazione ci avrebbero deferito. Ho provato a far valere le nostri ragioni, ma intanto la segnalazione era partita d'ufficio. Abbiamo passato questi mesi con la consapevolezza del pericolo del -1. Alla fine è andato tutto come nelle migliori favole: a lieto fine. È la dimostrazione che facciamo le cose per bene ed onoriamo i nostri debiti. La vittoria sul Pisa e questa mancata penalizzazione raddoppiano le luci che si sono accese in fondo al tunnel».

Mandata in archivio l'annosa questione, c'è ora da affrontarne un'altra non meno complessa: quella relativa all'indagine della DDA di Napoli per le presunte combine ad opera di alcuni ex tesserati biancoverdi, di alcune gare della stagione 2013/2014: «Facciamo una battaglia alla volta. Ora guardiamo quello che può succedere a gennaio. Anche lì ho visto tutti i documenti, le carte, le ho lette e rilette: tutto campato in aria. Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma credo che le cose siano a favore dell'Avellino. Possiamo uscirne puliti e far scoppiare il tutto come una bolla di sapone. Restiamo attenti, come per il “caso Trotta”, dove avevamo ragione ma abbiamo dovuto combattere con il coltello tra i denti, consapevoli che facciamo le cose come vanno fatte».

Il pericolo scampato del -1 in classifica è una boccata d'ossigeno da cui ripartire mentre l'ambiente continua ad interrogarsi sui possibili scenari futuri ai vertici del club. Gubitosa è perentorio nel rimarcare che ogni possibile scelta sarà totalmente condivisa con il socio Walter Taccone: «Il futuro della società per il momento resta in mano ai soci attuali. Continuiamo così, come ci siamo attrezzati e organizzati. Invito la piazza a guardarci comunque come una compagine unica: a non pensare che se uno va via l'altro resta. Se decidiamo di fare cambiamenti societari li facciamo insieme. Se decidiamo di andare avanti lo facciamo insieme. Invito la piazza a rasserenarsi e a pensare al calcio giocato: ci meritiamo qualche bella vittoria in più anche sul campo. La società: andiamo avanti così? Troveremo altri supporti? In questo momento non lo possiamo sapere. Per chi vuole bene all'Avellino è ora di compattarsi».