All'Avellino servirebbero, eccome, i suoi gol e le sue giocate: un contributo potenzialmente determinante nella corsa alla salvezza. Ci sarà però ancora da attendere per rivedere in campo Luigi Castaldo, che si è fermato nel momento in cui stava ritrovando spunti all'altezza delle sue qualità tecniche. Alle spalle un girone di andata non propriamente esaltante sotto il profilo realizzativo, con soli due gol in quindici giornate, contro Brescia e Bari, e una dolorosa frattura composta alla quarta e quinta costola di destra, rimediata nel quinto turno, nel match casalingo col Cittadella, che lo ha costretto saltare quattro gare di fila prima di essere nuovamente a disposizione. Un incidente di percorso superato con pazienza e voglia di tornare ad essere protagonista nel minor tempo possibile. A Latina, lo scorso 30 dicembre, nella sera del “giro di boa”, una delle migliori performance stagionali, prima di un nuovo appuntamento con la sfortuna, dopo la sosta: dagli elogi di Novellino, che stravede per lui, alla contrattura al polpaccio destro materializzatasi come la classica mazzata inattesa, il 18 gennaio, durante un test con la formazione Primavera. Dal rettangolo di gioco all'infermeria il passo è stato breve. Il ruolo di spettatore obbligato una fastidiosa realtà con cui convivere per le prime tre partite del girone di ritorno, in parallelo all'inizio di un percorso di recupero graduale. Ieri, in seguito a qualche corsetta nei giorni precedenti, il “dieci” ha ripreso confidenza con il pallone, seppur per pochi minuti. Sabato c'è la sfida con la capolista Hellas Verona: roba da Castaldo, che dovrebbe farcela almeno per essere in panchina dove fu relegato da Toscano per tutto l'arco della contesa all'andata. Riecco il gigante di Giugliano in Campania. Aspettando che il vento cambi per riaverlo in poppa.
Avellino - Hellas Verona: Castaldo non vuole mancare
All'andata fu relegato in panchina. Le ultime sulle condizioni del "dieci" biancoverde
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