"T'o ricuordi a Calvaresi, stop 'e piett' e tiro al volo?". Impossibile non ricordarlo. Impossibile dimenticare. Impossibile cancellare dalla memoria dei tifosi dell'Avellino quell'8 ottobre del 1995. Di venti anni fa. Quando un attaccante proveniente dalla Serie C, con pochi minuti collezionati fino a quel momento con la maglia biancoverde, decise il derby tra Avellino e Salernitana con una prodezza balistica da far spellare le mani a suon di applausi.
Venti anni dopo, nonostante l'età che avanza, quel ricordo è ancora nitido negli occhi dei supporters irpini e col derby che si avvicina prepotentemente non può far altro che riaffiorare alla mente. Gaetano Calvaresi ora fa l'allenatore, ma venti anni fa fece piangere di gioia i venticinquemila presenti al Partenio.
"Vivo emozioni contrastanti" - spiega l'ex numero nove dell'Avellino intervistato da Ottopagine.it - "La prima emozione è che sono passati venti anni e purtroppo sono invecchiato. Sono emozioni indelebili e sensazioni che mi porterò dentro per sempre, per quella partita, per il gol segnato e per l'atmosfera che c'era quel giorno al Partenio"
Minuto 63. Un giro di lancette prima Calvaresi aveva sostituito Carmine Esposito. Colpo di testa di Bortoluzzi a cercare Luiso in area di rigore. Facci, difensore della Salernitana, allontana. Calvaresi stoppa di petto e, in corsa, senza far toccare l'erba alla sfera lascia partire dal limite dell'area un sinistro a spiovere che si infila alle spalle di Chimenti. "Un gol voluto assolutamente" - ammette Calvaresi - "Un gesto tecnico provato e che poi si è trasformato, con un pizzico di fortuna, in un gran gol. Quando ho stoppato quel pallone, l'ho fatto per concludere a rete. La componente fortuna ha fatto il resto e il destino ha voluto che la conclusione si infilasse alle spalle di Chimenti"
Due mesi dopo, nonostante quel gol, lasciò Avellino per trasferirsi nuovamente in Serie C, all'Atletico Catania: "Mi dispiacque tantissimo andar via perché avevo un buon feeling con Orrico. Poi ero al primo anno di Serie B della mia carriera e avrei voluto giocarlo per intero. Il presidente Sibilia, però, decise diversamente nonostante dopo la rete segnata alla Salernitana mi avesse promesso il rinnovo del contratto. Quando arrivai ad Avellino firmai per un anno e il commendatore mi fece anche andare da lui in società per farmi firmare un triennale. Alla fine non se ne fece nulla".
Il resto lo fece una concorrenza nel reparto offensivo davvero spietata: "Ricordo che in attacco eravamo in tanti. C'erano Luiso, Criniti e i miei amici Arcadio ed Esposito. A me però non dispiaceva quella concorrenza e confrontarmi con loro".
Ma il "danno" era ormai fatto. Gaetano Calvaresi era entrato di diritto nel cuore dei tifosi dell'Avellino: "Prima di giocare al Partenio col Paternò, incontrai la prima volta i tifosi dell'Avellino con la maglia del Gualdo. Erano passati solo pochi mesi dal gol segnato alla Salernitana e capì in quel momento quanto fosse stata importante quella realizzazione. Poi quello striscione "Avellino non dimentica, grazie Calvaresi"... A raccontarlo ancora mi vengono i brividi a distanza di venti anni. Avellino vive di calcio e i tifosi sono passionali. Essere rimasto nei loro cuori mi emoziona".
Domenica pomeriggio all'Arechi si gioca Salernitana-Avellino. Calvaresi non si sbilancia sul pronostico: "Fare un pronostico sul derby è molto difficile, per una serie di componenti. E' la partita delle partite, poi è la prima giornata di campionato e bisognerà partire col piede giusto. Che vinca il migliore. Mi auguro che sia uno spettacolo dentro e fuori dal campo"
Che vinca il migliore. Ci crediamo? Al termine della telefonata, sui saluti finali, le certezze vacillano e crollano di colpo. Gaetano Calvaresi mi saluta con un: "E sempre forza Avellino". D'altronde, al cuor non si comanda.
Carmine Roca
