Rammaricato, insoddisfatto per il risultato, ma allo stesso tempo fiducioso per la gara disputata e per la crescita della squadra. Le dichiarazioni di Attilio Tesser nel post-gara di Avellino-Novara.
Che beffa! - "Abbiamo disputato settanta ottimi minuti. Meglio nel primo tempo. Abbiamo costruito tanto e resta il rammarico per non aver fatto gol. Negli ultimi 15’ siamo stati bravi a non perderla, Baroni ha messo in campo tre attaccanti freschi. Sono sicuro che tra oggi e Cagliari abbiamo costruito 12-13 palle gol pulite. E questo ci toglie un po' di merito. Stasera ci è tornata dietro la buona sorte avuta col Modena. E’ stata la migliore prestazione di queste prime sei gare stagionali. Tutta la squadra ha giocato bene sia in fase di non possesso che nei movimenti in attacco. Bravi anche in difesa, sempre in anticipo sugli attaccanti, diversamente da quanto fatto col Modena".
Sull'attacco - "Stasera ho visto belle combinazioni in attacco. Il portiere del Novara ha parato molto ed è stato il migliore in campo. Non c’è stata solo imprecisione da parte nostra, ma anche tanta qualità di tiro. Facciamo fatica a segnare. Sono mancati sicuramente cinismo e cattiveria, ma non l'intesa tra gli attaccanti".
Avanti così - "La squadra deve giocare con questa intensità. E’ una squadra in crescita e lo si era già visto a Cagliari. Mi auguro che si migliori ancora. Voglio sempre questa intensità: deve essere il DNA della squadra".
Lacrime amare - "A me spiace per Nitriansky. E’ un ottimo ragazzo ed è un buonissimo calciatore. E’ ventuo qua dall’estero, ha giocato un buon precampionato e ora è in difficoltà. L’ho fatto giocare perché speravo si riprendesse e non è stato così. A vedere il ragazzo piangere nello spogliatoio mi si è stretto il cuore".
Rincalzo su cui contare - "D’Attilio è un ragazzo che si è sempre impegnato e possiamo contare anche su di lui. Non viene da platee importanti, ma lo avrei fatto giocare titolare se non ce l’avese fatta Zito. Può fare bene e credo che si farà sempre trovare pronto".
Dal Partenio-Lombardi, Carmine Roca
