Avellino rissa tifosi e DASPO: ecco perché non abbiamo parlato

Sette tifosi non hanno parlato: "Ma non si tratta di omertà. E' una scelta precisa ..."

Ci sono due provvedimenti in atto: l'amministrativo col Daspo, per il quale si aspetta il ricorso al Tar. E poi quello penale, per lesioni e rissa aggravata.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

“Nessuna omertà, purtroppo è stato deciso di applicare quest'ulteriore sanzione ai miei assistiti, quella del Daspo, e quindi aspetteremo prima l'esito del ricorso al Tar che dovrebbe arrivare entro quaranta giorni. Poi, se ci sarà un avviso di conclusione indagini, realizzeremo tutta l'attività difensiva che il caso richiede”. L'avvocato Fabio Tulimiero, difensore di quattro dei tifosi coinvolti nelle indagini sulla rissa che avrebbe visto protagoniste due frange della tifoseria biancoverde nel dopo Avellino-Brescia, ci aiuta a far luce su quanto sta avvenendo in questi giorni.

Aveva fatto discutere, e non poco, la scelta degli indagati di non rispondere agli interrogatori in questura. Sette tifosi hanno deciso di rimanere in silenzio, mentre l'ottavo ha scelto di ricostruire la vicenda. Un comportamento che, da più parti, era stato letto come omertoso, e che invece è frutto di una specifica scelta difensiva dovuta alla natura delle indagini. I tifosi indagati penalmente per lesioni personali e rissa aggravata, complessivamente otto, hanno dovuto fronteggiare un'ulteriore sanzione, di tipo amministrativo, ossia quella dei Daspo, che vieterebbe loro di accedere alle manifestazioni sportive.

“Noi – spiega Tulimiero – abbiamo dato priorità all'esito amministrativo. Vediamo che decide il Tar e poi, come ho detto, se e quando verrà notificato l'avviso di conclusioni indagini, saremo ben lieti di procedere con la difesa. Per adesso però, per tutela dei miei assistiti, è stato scelto il silenzio. Ci sembrava troppo prematuro infatti comportarsi diversamente”.

Intanto, finora, non è ancora chiaro il numero degli indagati complessivi, si parla di quindici o venti, perché non sono arrivate ulteriori notifiche. E quindi è impossibile prevedere chi altro potrebbe essere ascoltato nei prossimi giorni. E se i numeri dati finora, in relazione alle persone coinvolte, sono arrotondati per eccesso.

Per quanto riguarda il ricorso al Tar, la posizione della difesa nei confronti del Daspo è incentrata su una costatazione oggettiva: i fatti contestati sono avvenuti al di fuori di manifestazioni sportive, e quindi il tipo di sanzione ricevuta, viene ritenuto improprio. Essendo il daspo per sua natura un provvedimento cautelativo riferito proprio agli eventi sportivi.

Intanto, ciò che trapela da ambienti vicini alla tifoseria, è in larga parte solidarietà per i tifosi colpiti dal provvedimento. Anche perché, al di fuori del caso specifico, non viene visto di buon occhio un provvedimento, proprio il daspo, ritenuto eccessivamente invasivo e sul quale si continua a discutere dalla sua introduzione. Provvedimento che esiste solo in Italia, è infatti considerato da tanti anti-costituzionale, perché lascerebbe troppa discrezionalità alle questure per la sua comminazione. E poiché la sua applicazione prescinde dalla condanna da parte di un tribunale.

Per quanto riguarda il caso specifico, ai tifosi biancoverdi non resta che attendere la fine di ottobre. Per il proseguio delle indagini si aspetta invece che venga dimesso l'altro tifoso biancoverde, ora ricoverato al Moscati, che ha riportato diverse lesioni.