Perugia – Avellino 3-0: le pagelle.
Avellino (3-5-2)
Frattali 6: Non può nulla sui gol del Perugia. Al 9’ cala la saracinesca con un miracolo su Di Carmine da distanza ravvicinata. Tiene in partita i suoi compagni di squadra finché può con un paio di smanacciate provvidenziali su Nicastro (38’) e Dezi (48’), ma non basta per evitare la disfatta.
Gonzalez 4.5: In costante e perenne affanno. Guberti lo dribbla come un cinesino da allenamento.
Jidayi 5: L’infortunio rimediato in ritiro continua a condizionarne il rendimento in maniera palese, prova ad arrangiarsi di mestiere e ci riesce con fortune alterne.
Diallo 4: Dalle stelle alle stalle. Superlativo contro la Pro Vercelli, falloso, pasticcione e svagato contro il Perugia. Monaco, lasciato tutto solo in area di rigore, e Di Carmine, che ha tutto il tempo per coordinarsi da terra, sentitamente ringraziano.
Belloni 5: Più che mai prevedibile il suo rientro sul sinistro così come i suoi tentativi di cercare profondità di prima col mancino. Alla lunga la generosità non basta e si percepisce sempre più che lì, sulla destra, è adattato e sacrificato (8' st Lasik 5.5: Si fa segnalare solo per qualche tocco sbagliato e per il rischio di farsi buttare fuori da Pinzani per una serie di reiterate proteste).
D'Angelo 5: L’unico tiro voluto dell’Avellino (quello di Soumarè nel primo tempo è un cross dalla traiettoria insidiosa) è un suo destro respinto coi pugni da Rosati al 77’. Prova a farsi valere andando a pressare alto, ma recupera qualche pallone solo in avvio di gara. Poi Dezi lo svernicia spesso e volentieri.
Omeonga 4: Il lontano, lontanissimo parente del giocatore ammirato contro Cittadella, Vicenza e Pro Vercelli. Sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, compresa una infinità di passaggi (23' st Paghera 5.5: Prova a far ragionare l’Avellino, ma il ritmo è terribilmente compassato: Acampora lo saluta andando via in contropiede per servire l’assist del 3-0 a Di Carmine).
Soumarè 5.5: S’impegna, lotta, s’affanna ma dall’altra parte del campo c’è un vecchio marpione come Brighi che lo addomestica con irrisoria facilità. Egoista quando sull’1-0 potrebbe servire Ardemagni tutto solo, al centro dell’area di rigore, ma preferisce un traversone che si tramuta in conclusione.
Asmah 6: L’unico a salvarsi nell’anonimato generale: spinge, mette palloni in mezzo, ma non c’è mai nessuno pronto a raccoglerli.
Verde 5: Lezioso, a tratti irritante. Il talento non si discute, ma deve essere utile alla causa altrimenti c’è il rischio di tramutarlo in un infruttuoso specchiarsi nelle proprie giocate.
Ardemagni 5: Non sta bene e si vede, se non altro da una vistosa fasciatura. Inchiodato al terreno di gioco fino all’infortunio (sospetto stiramento al flessore della coscia sinistra) che potrebbe tarpargli le ali nel momento in cui sembrava aver spiccato il volo (40' pt Camarà 5: Prova a mettersi in proprio: scelta sbagliata. Raddoppiato e triplicato, non riesce a rendersi mai pericoloso, anche perché non è propriamente a suo agio nelle vesti, forzate, di punte centrali).
Toscano 5: Sette indisponibili, che poi diventano otto con l’infortunio di Ardemagni non è roba di poco conto. Sceglie la continuità di modulo e interpreti, ma la sensazione, col senno del poi, è che questo Avellino, rabberciato, avrebbe avuto bisogno di qualche forza fresca e del coraggio di rischiarla.
Perugia (4-3-3): Rosati 6; Belmonte 6.5, Volta 6.5, Monaco 7, Di Chiara 6; Brighi 7 (33' st Acampora 6.5), Zebli 6.5, Dezi 7 (41' st Ricci sv); Nicastro 6 (30' st Buonaiuto sv), Di Carmine 7.5, Guberti 7. All.: Bucchi 7.
Arbitro: Riccardo Pinzani della sezione di Empoli 6.
Marco Festa - Inviato a Perugia
