Prove Invalsi: gli studenti più "ciucci" d'Italia? In Campania

Il rapporto 2015 del ministero ed i dati poco incoraggianti che riguardano l'istruzione regionale

Un metodo di valutazione contestato, ma al momento l'unico che contribuisce ad avere un quadro "ufficiale" dello stato di salute della scuola italia. Ecco il rapporto Invalsi 2015: Campania maglia nera

Benevento.  

Prove Invalsi, la Campania è la regione peggiore d'Italia. Stando alle rilevazioni predisposte dal ministero dell'Istruzione per valutare la qualità del sistema educativo italiano, per la nostra scuola i risultati che emergono sono disastrosi. Insomma, secondo l'analisi gli studenti campani sarebbero i più “ciucci” della penisola. Andiamo a vedere nel dettaglio il report predisposto su scala nazionale: più avanti si va con l'età, maggiore è il divario.

Gli alunni della scuola secondaria che operano in scuole campane, infatti, non presentano particolari criticità rispetto ai pari età delle zona che guidano la classifica dei più bravi, querllo del Nord-Ovest. Scarto ridotto (massimo 7 punti in italiano e 6 in matematica) e quadro più o meno omogeneo. Ma, come dicevamo, col passare degli anni le cose peggiorano. Drasticamente.

Già per le classi quinte, ad esempio, il rapporto comincia a diventare preoccupante per il Mezzogiorno: gli studenti campani risultano staccati di 10 punti da quelli del Nord-Est per l'italiano e di 11 per la matematica. Andando ad approfondire le tabelle, viene fuori che il Sud risulta drammaticamente in fondo alla classifica proprio per “colpa” della Campania. La nostra regione infatti presenta punteggi sistematicamente inferiori a quelli del resto d'Italia.

Se possibile, il quadro assume tinte ancora più fosche quando si parla di scuola III secondaria di primo grado. Mentre il Nord consegue risultati superiori alla media nazionale, il Centro si attesta all'incirca sulla parità, il Sud e le isole arrancano.

Ad esempio, in terza media le differenze diventano abissali. Il Mezzogiorno è indietro di 20 punti per l'italiano, che salgono addirittura a 26 per la matematica. Andando a spulciare più in dettaglio, è la Lombardia a fare la parte del leone insieme alle Marche e alla provincia autonoma di Trento. Altrove, si “salvano” solo Abruzzo, Molise e Basilicata che comunque non vanno oltre risultati in linea con la media nazionale.

Numeri terribili, da prendere ovviamente con le molle, ma fino a un certo punto. Esiste un problema ed è inutile nasconderlo. Perché sembra che gli studenti italiani non frequentino neanche le scuole dello stesso Paese.

Giovanbattista Lanzilli