"I precari della scuola? Deportati, non assunti"

La dura presa di posizione della coordinatore provinciale sannita Anief, Tartaglia Polcini

i precari della scuola deportati non assunti
Benevento.  

“Si accetta a scatola chiusa un’assunzione che quest’anno è giuridica e dall’anno prossimo va in inquadramento economico. In qualunque posto d’Italia. Senza tenere conto che una persona inserita in una graduatoria provinciale si può ritrovare in qualunque altra parte d’Italia”. Giorni di particolare caos per i precari della scuola impegnati nelle domande di assunzione, con l’Anief sannita che è alacremente al lavoro per fornire assistenza e consulenza. Il coordinatore provinciale per Benevento, Emilia Tartaglia Polcini, è intervenuta telefonicamente al tg di OttoChannel. “Quella con cui hanno a che fare i precari sanniti, campani e più in generale di tutta Italia è una vera e propria trappola - le parole di Tartaglia Polcini - . Del resto, se sono in una graduatoria della provincia di Benevento perché dovrei ritrovarmi a Sassari? L’Anief, attraverso il presidente nazionale, ha già fatto sentire forte la propria voce. Noi, a livello territoriale, siamo in prima linea. E dall’altra parte ci troviamo a che fare con persone disperate, con bambini piccoli e completamente allo sbando”. 

Insomma, una situazione particolarmente complicata. Perché magari non era questa la strada immaginata dagli aspiranti insegnanti. “Per non parlare - riprende l’esponente sindacale - del docente pluriabilitato, che magari ha sostenuto spese importanti per la formazione e che deve fare i conti con un provvedimento estivo, una vera e propria gogna, senza alcuna informazione né certezza”. Di qui l’impegno dell’Anief. “Abbiamo dato loro una mano, senza badare alle ferie che pure sono un diritto di tutti - riprende Tartaglia Polcini - e non dimenticando che per i precari non sono neanche pagate”. Una vera e propria battaglia che finirà a colpi di ricorsi, come preannunciato da più parti. “Sì, c’erano sicuramente delle esigenze di organico da coprire - conclude il coordinatore provinciale Anief - ma di certo non in questo modo barbaro più simile ad una deportazione che ad un’assunzione. Questo non ci stancheremo mai di ripeterlo e andremo avanti nella nostra battaglia”.

Giovanbattista Lanzilli

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Ultima modifica 21/9/2016 16.48
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