Ospedale Sant'Agata: cosa si farà per il pronto soccorso?

Il movimento civico per l'ospedale torna sulla questione

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Benevento.  

Il Movimento civico per l'ospedale che lotta per evitare il depotenziamento del presidio ospedaliero Sant'Alfonso Maria De'Liguori torna sulla questione del pronto soccorso dove si sta profilando l'ipotesi di una chiusura nelle ore notturne per carenza di personale 
"A due settimane dal Consiglio Comunale aperto, che aveva registrato la volontà unanime di chiedere risposte per il presidio santagatese, arrivando finanche alla Regione, nulla o poco è stato fatto". Evidenziano gli attivisti e proseguono: "Una prima risposta, che aveva fatto ben sperare, l'avevamo avuta dai Primi Cittadini intervenuti all'Assemblea dei Sindaci.
In quella sede era stata redatta una richiesta di incontro indirizzata alla Dirigenza Ospedaliera.
La Dottoressa Morgante aveva infatti disertato l'assemblea e liquidato tutti con una lettera, che aveva scatenato un moto di indignazione generale che si è però intiepidita nei giorni successivi.
Nel documento vengono elencati i servizi che, secondo la Dirigenza Ospedaliera, sarebbero erogati al De'Liguori.
Quanto riportato è assolutamente incongruente con la situazione reale.
Analizziamo i punti più rilevanti e diciamo le cose come stanno.
Il Pronto Soccorso è attualmente depotenziato per mancanza di attrezzature e personale. Proprio per questo si discute del possibile declassamento a Punto di Primo Intervento.
Il reparto di Medicina Interna è sguarnito di personale medico, per cui non è possibile coprire tutti i turni. Il medico di turno si divide tra il reparto e il Pronto Soccorso.
Il reparto di Riabilitazione è stato accorpato a quello di Medicina Interna.
Non si accettano più ricoveri dal 13 dicembre, dirottando i pazienti su altre strutture.
Le attività ambulatoriali sono ridotte, soprattutto a causa del trasferimento degli strumenti elettromedicali da Sant'Agata a Benevento. Ultimo il trasferimento del dispositivo per la Tecarterapia, avvenuto la scorsa settimana.
Nel documento vengono elencati anche i servizi erogati dall'ASL, come la farmacia ospedaliera e le visite ambulatoriali.
Vi è poi un riferimento alla realizzazione di una Casa di Comunità e di una Centrale Operativa Territoriale, progetti da tempo archiviati.
Anche la convenzione con l'IRCCS Pascale viene spesa per dimostrare che in qualche modo si sta lavorando per incrementare i servizi. Ma sappiamo bene che questa, pur essendo una grande opportunità e motivo di vanto, è cosa diversa da un ospedale dotato di reparti e di un Pronto Soccorso.
È una realtà che viaggia su un altro binario.
Tutto sembra, quindi, essere utile per riempire un documento che nei fatti risulta essere inconsistente e incongruente con la realtà.
Nei passaggi successivi vengono elencate le procedure concorsuali e gli avvisi pubblicati per il reclutamento di personale medico, specificando che hanno avuto tutti un riscontro scarso o nullo.
E il motivo appare elementare a tutti, tranne forse ad una Dirigenza che non sa più dove ricercare la causa dello smantellamento di un ospedale e cerca quindi di imputarla ai medici che non vogliono lavorare presso la struttura di Sant'Agata De'Goti.
Quale medico, ancor più se giovane, sarebbe disposto a lavorare presso una struttura dotata solo di un Pronto Soccorso che ad oggi è poco più di un'infermeria?
Se i medici non verranno messi nelle condizioni di lavorare, risponderanno sempre picche.
C'è poi un ultimo passaggio sul quale, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.
"La programmazione di questa Amministrazione" - si legge - "è già orientata verso il potenziamento della Medicina Interna, della Lungodegenza e della Medicina Fisica e Riabilitazione..." mentre, sotto il nostro naso, trasferivano anche la macchina per la Tecarterapia a Benevento.
Ci sentiamo talmente presi in giro che, per dignità, ci verrebbe da dire: facciamola finita e chiudete questa struttura.
Ma rivendicheremo il nostro diritto alla salute fino all'ultimo e, se la strada del DCA 41/2019 non sarà più percorribile, ne troveremo un'altra. Senza la zavorra dell'AORN San Pio".