Concussione S. Lorenzo, quei 12 file audio assenti negli atti

Processo a sindaco e capo ufficio tecnico. La difesa ha chiesto di ascoltarli, sì del Tribunale

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San Lorenzo Maggiore.  

Lo stop è arrivato nel corso del controesame del brigadiere Giovanni De Simone, uno degli investigatori dell'Arma di Cerreto Sannita: “Il 29 maggio del 2015 ho prelevato la microcard dal registratore di Conti, al quale l'ho poi restituita, ed ho copiato su un cd, successivamente consegnato in Procura, i 16 file audio che conteneva”, ha spiegato il militare. E' stato allora che gli avvocati Roberto Prozzo e Claudio Sgambato, difensori del sindaco di San Lorenzo Maggiore, Emmanuele De Libero, e di Pellegrino Colangelo, capo dell'ufficio tecnico comunale, imputatati di concorso in concussione per una tangente che sarebbe stata pretesa dall'imprenditore Umberto Conti – parte civile con l'avvocato Antonio Di Santo - per un intervento di infrastrutturazione, in subappalto, nell'area Pip di San Lorenzo Maggiore, hanno proposto di sospendere l'istruttoria e di acquisire al fascicolo del dibattimento anche gli altri 12 file. Solo quattro quelli di cui il pm Donatella Palumbo aveva chiesto la trascrizione a sostegno dell'impostazione accusatoria, ed a disposizione della difesa. Nessuna traccia degli altri sia nel supporto informatico depositato per il lavoro del perito incaricato di mettere su carta le due conversazioni registrate, sia in un dischetto, vuoto, custodito tra gli atti dell'ufficio inquirente.

Il Tribunale si è ritirato in camera di consiglio, poi la decisione. Sarà lo stesso brigadiere De Simone a dover trasmettere al Pm il cd con i 16 file copiati dalla card di Conti, “quest'ultima impossibile da reperire”, così da consentirne l'ascolto ai difensori, che puntano a minare l'attendibilità di Conti. Che, deponendo in aula, aveva infatti affermato di aver presentato una denuncia ai carabinieri il 7 maggio del 2015, dopo aver versato “ad aprile 10mila euro a De Libero”. Prima tranche di una presunta mazzetta della quale non aveva però fatto cenno ai militari nella prima occasione, né nelle successive. Quando non aveva riferito di aver fissato con un microregistratore, oltre agli incontri di maggio, anche quello iniziale. Conti aveva anche aggiunto di aver dato la card agli investigatori il 9 giugno, poi di averla ripresa “dopo una decina di giorni per registrare in un capannone il colloquio dell'8 luglio”, allorchè 1000 euro erano passati dalle sue mani a quelle di De Libero.

Prima che venisse sospeso poco dopo le 14 – dopo quella, interlocutoria, del 26 gennaio, la prossima udienza è in programma il 16 marzo -, il processo era stato scandito dall'escussione del maggiore Alfredo Zerella, attuale comandante del Nucleo investigativo del Comando provinciale, ma fino al luglio 2016 al vertice della Compagnia di Cerreto Sannita. L'ufficiale ha sottolineato di aver svolto un'attività di coordinamento dell'indagine, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali,  ha ricordato che, prima di quella di Conti, non c'erano state altre denunce di imprenditori, ma solo esposti anonimi relativi ad una tangente del 10% che sarebbe stato necessario sborsare per poter lavorare a San Lorenzo Maggiore. E, infine, ha richiamato l'attenzione anche sui lavori affidati a Guardia Sanframondi, dove Colangelo ricopriva lo stesso incarico di responsabile dell'uffico tecnico, alla ditta che aveva fatto ricorso per l'appalto a San Lorenzo Maggiore.

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Ultima modifica 12/1/2017 09.37
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