"Casalesi potenti per un patto con politica e imprenditoria"

Libro su Bidognetti, così il Procuratore Policastro. Conzo ricorda incontro con collaboratore

casalesi potenti per un patto con politica e imprenditoria
Benevento.  

La violenza come matrice. Efferata. Bestiale. Ma, senza “la politica e l'imprenditoria, il clan dei casalesi non avrebbe mai potuto ottenere, diventando tanto grande e potente, il controllo totale dei centri di spesa del territorio: un progetto elaborato e messo a punto da poche persone, tra le quali Schiavone”. Una convinzione profonda che il Procuratore di Benevento Aldo Policastro ha espresso questa sera nel corso della presentazione, al centro Buonvento, del libro di Fabrizio Capecelatro "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti". Un testo “molto duro, crudo”, prefato dal Procuratore Giovanni Conzo. E' a lui che Bidognettti, scovato a Faicchio, dove si nascondeva, il 31 maggio del 1999, si era rivolto, dopo 10 anni trascorsi al 41 bis, per avviare la sua collaborazione con la giustizia.

Conzo ha ricordato di avergli chiesto perchè avesse scritto proprio a lui, uno dei dieci Pm della Dda di Napoli che si occupava della criminalità organizzata casertana. “L'ho visto in videconferenza, lei è una persona seria”, gli aveva risposto Bidognetti. Un boss che aveva salito tutti i gradini della scala dell'orrore: “dai piccoli reati a decine e decine di omicidi, compiuti o commissionati”. Tanti gli episodi che affiorano dal bagaglio della memoria. Ecco “il primo interrogatorio, quando ottenne che nessuno passasse alle sue spalle -ha aggiunto- perchè quelle presenze gli facevano venire alla mente i delitti eseguiti stringendo al collo della vittima, da dietro, una corda”. Conzo – al suo fianco l'autore e Claudio Coluzzi - ha ripercorso per grandi linee il percorso di Bidognetti. Iniziato “perchè temeva che i figli facessero la sua fine e mai interrotto”. Neanche quando gli erano stati ammazzati “il fratello ed il padre che non c'entravano nulla con la camorra”. Neanche quando “la madre lo aveva rinnegato”. Lui “non si era tirato indietro, poi ha conosciuto una donna in carcere ed è andato a vivere con lei in una località protetta”. La conclusione: “E' vero che il sangue non si lava, ma la speranza non muore mai. Lo Stato può vincere, ma tutti devono fare la loro parte”. Senza patti.

Esp

(Nelle foto, da sinistra: il Procuratore Policastro, Capecelatro, autore del libro, il Procuratore aggiunto Conzo e Coluzzi)