Mandati pagamento Asl: due prescrizioni e un'assoluzione

Questa mattina sentenza del Tribunale di Benevento per Pisapia, Landi e Falato

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Benevento.  

La dichiarazione di prescrizione per due imputati e l'assoluzione del terzo. 
E' la sentenza pronunciata pochi minuti fa dal Tribunale di Benevento nel processo per le tre persone tirate in ballo in uno stralcio del filone dell'inchiesta sull'Asl, condotta dalla guardia di finanza, relativo ai mandati di pagamento.

La dichiarazione di intervenuta prescrizione dei reati di falso e truffa (era l'accusa iniziale, poi era stata riqualificata in quella di peculato contestata nel giudizio che si è concluso) ha riguardato Felice Pisapia (avvocati Vincenzo Regardi e Claudio Botti), ex direttore amministrativo dell'Asl; la moglie Olga Landi (avvocato Marco Naddeo).

Assolto dalle accuse di falso (perchè il fatto non costituisce reato) e truffa (per non aver commesso il fatto) Arnaldo Falato (avvocato Mario Verrusio), ex dirigente dell'Unità operativa budgeting dell'Azienda sanitaria.

Il collegio giudicante ha anche disposto la trasmissione della sentenza alla Corte dei Conti.

Nel mirino erano finite, in particolare, nove fatture, per complessivi 200mila euro, ritenute false. Gli inquirenti erano convinti che tra il 2007 ed il 2008 le avesse formate Pisapia. Sarebbero state intestate a società che operano nel settore dei prodotti informatici che avevano però escluso di averle emesse. La coniuge di Pisapia sarebbe stata la destinataria delle somme, mentre Falato avrebbe firmato le disposizioni di pagamento. Il pm Flavia Felaco aveva chiesto la condanna a 5 anni per Pisapia, a 4 anni di Landi, per peculato e falso ideologico; e a 3 anni e 2 mesi, per falso, di Falato, di cui aveva invece proposto l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, dall'addebito di peculato.

Diverse le conclusioni dei legali delle parti civili: gli avvocati Roberto Prozzo (per l'Asl) e Umberto Diffidenti (per il Movimento difesa del cittadino, in sostituzione di Vincenza Stefanucci) che aveva puntato il dito contro le responsabilità di tutti gli imputati, e per tutti i reati. Di segno diametralmente opposto, ovviamente, le arringhe dei difensori, che, oltre a chiedere l'assoluzione dei loro assistiti, avevano messo nel mirino lo spacchettamento dell'inchiesta – sono in corso altri due processi: uno sui mandati di pagamento (quello principale), l'altro relativo al versante politico - su una vicenda relativa “ad una guerra imponente di potere e di posizione all'interno dell'Asl, rispetto alla quale, ad un tratto, Pisapia ha deciso di mettere un punto”. Registrando colloqui “con ministri e dirigenti” e offrendo “alla Procura un importante spunto investigativo”.

Esp