Omicidio Parrella, udienza 'bis' per analisi telefonini e pc

Il Pm affiderà l'incarico ad un ingegnere. 'Avvisati' sette indagati e i familiari della vittima

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Benevento.  

Il pm Miriam Lapalorcia avrebbe voluto farlo già oltre un mese fa, ma la riserva di incidente probatorio, rimasta tale, avanzata dal legale di uno degli indagati, aveva fatto saltare l'udienza del 9 agosto. Ecco perchè, alla luce delle nuove norme, ha fissato un ulteriore appuntamento: è in programma lunedì prossimo, quando affiderà all'ingegnere Tullio Ambrosino l'incarico relativo agli accertamenti sui telefonini, i tablet e gli smartphone sequestrati dalla Squadra mobile – un provvedimento confermato dal Riesame, che domani vaglierà l'ultimo ricorso – alle sei persone chiamate in causa, per un'ipotesi di favoreggiamento, nell'inchiesta sull'omicidio del 32enne Antonio Parrella, di Benevento, morto al Rummo lo scorso 28 luglio per una devastante emorragia cerebrale causata dai calci e dai pugni ricevuti al volto, alla testa e all'addome, la sera precedente, durante una festa di compleanno in un ristorante alla contrada Pino.

Si tratta di accertamenti tecnici irripetibili, per i quali sono state 'avvisate', così da consentire loro la nomina di un consulente, tutte le parti. Oltre ai familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo, le persone sottoposte ad indagine: Corrado Sparandeo, 31 anni, Silvio Sparandeo, 27 anni, Vincenzo Piscopo, 59 anni, Giovanni Piscopo, 36 anni, Michele Meoli, 26 anni, Gianluca Peluso, 26 anni, tutti di Benevento - sono difesi dagli avvocati Antonio Leone, Nazzareno Fiorenza, Maria Crsitina Caracciolo e Gerardo Giorgione- ai quali, come detto, è contestato il favoreggiamento.

A loro si aggiunge Umberto Sferruzzi, 28 anni, che il 28 luglio era stato arrestato con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi contenuta in un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame aveva però annullato il 9 agosto, rimettendo in libertà il giovane dopo tredici giorni di detenzione in carcere, per carenza dei gravi indizi di colpevolezza, in linea con la richiesta dell'avvocato Antonio Leone.

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