“Niente di particolare, attività ordinarie quando ci si confronta su argomenti di lavoro. E comunque, come lei sa, non posso dire alcunchè”. Non va oltre un commento all'insegna di una cortese laconicità il Procuratore reggente Giovanni Conzo con il cronista che vorrebbe cercare di capire perchè mai la Procura di Roma e la polizia giudiziaria abbiano fatto capolino questa mattina negli uffici della Procura sannita.
Bocche rigorosamente cucite, un muro di silenzi come contraltare, all'esterno, di boatos senza alcuna conferma. Ecco allora, come deduzione, che il viaggio a Benevento potrebbe essere servito ad acquisire elementi ritenuti utili ad una determinata attività investigativa. Senza dimenticare che la Procura di Roma è competente per le inchieste che riguardano i magistrati.
Aggiornamento ore 19.40
Sono due le persone finite nel mirino di un'indagine della Procura di Roma e della polizia. Entrambe sono molto note in città per la rilevanza pubblica del ruolo che rivestono. Si tratta del sostituto procuratore Giacomo Iannella, figura storica dell'ufficio inquirente sannita, e del dottore Nanni Russo, neo consigliere comunale di Benevento in quota Forza Italia. Secondo quanto si è appreso, sarebbero stati chiamati in causa da un'inchiesta che ipotizza un presunto accordo per interferire con l'attività giudiziaria. I loro nomi, dopo una mattinata dominata da indiscrezioni di ogni tipo, sono corsi di bocca in bocca, anche negli ambienti politici, con il passare delle ore e la notifica degli atti. Un'operazione che per il dottore Russo è stata eseguita in serata in Questura, alla presenza del suo legale, l'avvocato Gerardo Giorgione. Nessuna dichiarazione, ciò che trapela è l'assoluta convinzione che Iannella e Russo avrebbero espresso rispetto alla possibilità di poter dimostrare l'assoluta estraneità ai fatti.
Esp
