Corona: "Caso slot: sbagliano sia Mastella che i grillini"

Interviene il presidente di Altrabenevento

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Benevento.  

Interviene anche Gabriele Corona, presidente dell'associazione Altrabenevento, sulla querella tra Mastella e i Cinque Stelle relativa al caso dell'inaugurazione di una sala slot. 

Corona non risparmia critiche ad entrambe le parti in causa, iniziando da Mastella: "Il senatore Endrizzi non ha mai fatto la dichiarazione che Mastella gli attribuisce. Endrizzi non fa riferimento ad attività attuali del figlio di Mastella in "aziende di gioco" e neppure dice che è stato indagato. Il parlamentare dichiara che sono state indagate le società e questo risponde a verità.  Pertanto, di cosa si lamenta Mastella al punto da annunciare querela per il senatore Endrizzi che ha detto la verità? E poi, come farebbe il primo cittadino a presentare la denuncia al posto del figlio considerato che la querela per diffamazione può essere avanzata solo dal soggetto interessato che in questo caso è senz'altro maggiorenne?  E neppure riusciamo a spiegarci perché Mastella, politico navigato e capace comunicatore, ha voluto riaccendere l'attenzione sugli affari di famiglia per rispondere ad una dichiarazione di un senatore veneto di cui nessuno si era accorto".

Critiche anche per i grillini poi: " Non ci meraviglia, invece, il comportamento dei grillini beneventani che non colgono le contraddizioni dell'ex ministro e subiscono ulteriori sferzate.

Infatti, ieri l'altro, venerdì 17, il primo cittadino sempre per alimentare la polemica sulle sale gioco, ha voluto chiamare in causa anche il Movimento 5 Stelle di Benevento che alle ultime elezioni comunali aveva candidato una persona non estranea a società che si occupano di scommesse e gioco online. Si tratta però di un noto esponente di quel gruppo locale di grillini (meetup), denominato "Partecipazione a 5 stelle" capeggiato da Felice Presta conosciuto per le posizioni filo mastelliane, nato in polemica con quello dei due consiglieri comunali, Nicola Sguera e Marianna Farese.

Questi ultimi, con una lunga nota di risposta al sindaco, ricordano la lotta alle ludopatie, chiamano in causa pure la Chiesa e si limitano a ricordare che la persona chiamata in causa è stato candidata ma adesso non è attivista del loro movimento".