Dalle lacrime di Cesena ai play off: la Strega non muore mai

Meno di un mese fa la sconfitta più brutta della stagione. Poi la rinascita nel derby

dalle lacrime di cesena ai play off la strega non muore mai
Benevento.  

25 aprile 2017. Mentre in Italia si festeggia il giorno della liberazione, il Benevento si reca a Cesena. La truppa di Baroni ne esce con le ossa rotte, tornando a casa con un netto 4-1 che rappresenta la sconfitta più brutta dell'intera stagione. Musi lunghi e poca voglia di parlare. Ai microfoni di Off Side si presenta Oreste Vigorito. Chi si aspettava la testa di Baroni servita sul piatto d'argento rimane deluso, ma allo stesso tempo riceve una lezione importantissima: “Mi scuso con la tifoseria, però posso dirvi che nessuno mollerà e che ci proveremo fino alla fine”. Parole pronunciate, lo sottolineiamo, dopo la terza sconfitta subita in quattro partite. Scatta il ritiro per tornare a fare quadrato e all'orizzonte c'è il sentitissimo derby con l'Avellino.

In gare del genere o sei uno zero o un uno. O vinci o perdi. Il pareggio è un contentino che solo i meno ambiziosi riescono a digerire. Molti pensano che sia finita la benzina, altri già hanno la testa al prossimo anno. Fatto sta che il Benevento gioca con il sangue agli occhi. Undici belve inferocite mordono per ben due volte gli avversari, in uno stadio infuocato che proprio in questa contesa da il via a un'atmosfera da brividi che poi si ripeterà contro il Frosinone, gara terminata con lo stesso risultato del derby ma con qualche emozione in più grazie al gol di Ceravolo realizzato al 93'.

Che rete. Questa serie B ci ha insegnato che anche i minimi particolari sono rilevanti nel gioco del calcio. Pensate per un momento a se quel gol non fosse mai arrivato: sarebbe tutto diverso, completamente. Così come vivremmo un'altra realtà se Eramo avesse spazzato meglio quella palla ad Ascoli, o se non ci fosse stato il punto di penalizzazione. Con i se e con i ma, però, non si fa nulla e diventa tutto normale quando si vive sul filo del rasoio, quando la differenza la fa l'ultimo sprint, magari proprio quando sei convinto che le gambe stanno per cederti e che sei pronto a dare forfait. In questi casi occorrono i sentimenti. Un po' come accaduto a Ceravolo contro il Frosinone. Uno che ha dato tutto, ha il livello dell'energia pari a zero tanto da non riuscire neanche a correre sotto la Sud per l'esultanza finale, gonfia la rete a pochi istanti dal triplice fischio. Questo è lo spirito di un gruppo che non ha mai mollato. Sono emozioni che solo questo Benevento sa dare e che riproporrà martedì sera nella gara più importante della sua storia, in una cornice di pubblico che si prevede infuocata. “Ci proveremo fino alla fine”. Questa la promessa e se arriva nel momento più duro della stagione, allora le notti insonni causate dall'adrenalina diventano meno pesanti, l'attesa resta lunga e i ricordi più insistenti. Martedì si concentreranno 87 anni di gioie e dolori in 90 minuti. Si scriverà la Storia. Al di là di come andrà a finire, la serie A non è mai stata così vicina. 

Ivan Calabrese