Pollena, un tavolo dei sindaci per riaprire il pronto soccorso

La proposta venuta fuori dal convegno promosso dall'associazione "Love for Sant'Anastasia"

Sant'Anastasia.  

La sala consiliare del Comune di Sant'Anastasia ha accolto il convegno “Restituite all’ospedale Apicella il Pronto Soccorso”. Un momento di confronto e discussione che ha aperto prospettive di soluzioni, grazie all’impegno preso di costituire un tavolo di lavoro e di riunire i sindaci, con l’apporto di associazioni e cittadini per far riaprire il Pronto Soccorso e potenziare l’ospedale Apicella.

Gli interventi della politica nazionale, con la presenza dell’onorevole Paolo Russo, di quella regionale con Carmine Mocerino, seguiti da quella locale dei sindaci, della dott.ssa Francesca Beneduce e dei medici Giovanni Barone e Sabato Di Marzo che operano nel presidio, hanno messo a fuoco tante criticità ma anche progettualità, operatività e sinergia che possono portare al ritorno di un pronto soccorso che tutti vogliono e che tutti riconoscono indispensabile.

Il sindaco di Pollena Trocchia, Pasquale Pinto, e il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, hanno accettato di buon grado l’input lanciato dall’associazione “Love For Sant’Anastasia”: presto sarà costituito un tavolo di lavoro che porti frutti a breve, eviti alla popolazione di pagare i disagi attuali, dia all’ospedale Apicella un ruolo più consono, giacchè ancora si attende l’apertura dell’Ospedale del Mare a Ponticelli.

Chiaro è che la conversione dell’ospedale di Pollena a Presidio Ospedaliero senza Pronto Soccorso, al dì fuori della rete di emergenza sanitaria, è dovuta alla programmazione prevista dai due Piani Ospedalieri (Decreto 49/2010 e Decreto 33/2016) della Regione Campania, avvenuta durante la gestione commissariale. Dagli interventi si è appreso che l’apertura del Pronto Soccorso di Pollena, come da documentazione inviata dal Direttore Generale della Direzione Generale per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del SSR, deve fare i conti con una fondamentale linea programmatica del Servizio Sanitario Nazionale, che ha trovato la sua ultima espressione nel D.M. 70/2015. Alla luce di tale decreto, al fine di fornire risposte effettive alle nuove esigenze del territorio, bisogna considerare un modello per l’Apicella che abbia i requisiti di Ospedale di base con i seguenti Servizi: Pronto Soccorso con Servizio di Osservazione breve intensiva; Radiologia Laboratorio; Emoteca; Anestesia; Medicina interna; Chirurgia generale; Ortopedia.

A tal fine diventa fondamentale, quindi, istituire nuovi servizi con aumento di posti letto un nuovo processo di riassetto strutturale, con ampliamento ed adeguamento alberghiero, adeguamento degli standard organizzativi con necessario personale medico, infermieristico e operatore socio-sanitario (OSS) e adeguamento degli standard tecnologici del P.O. di Pollena. Tale programmazione, come si può ben intuire, richiede nuova copertura finanziaria, con indispensabile modifica del Piano Sanitario ospedaliero  trasformando il presidio di Pollena in “Ospedale di Base” . Una modifica che andrebbe a decongestionare l’ospedale di Nola, garantendo una maggiore risposta alla richiesta dell’utenza e soprattutto salvando vite umane.

E’ chiaro che i territori interessati non possono attendere l’apertura dell’ ospedale del Mare, per questo dal convegno è scattato l’impegno a portare avanti la battaglia per potenziare l’Apicella, con un cammino politico-amministrativo che passa per il coinvolgimento dei sindaci ed un tavolo di lavoro. Impegno che sia Pasquale Pinto che Lello Abete hanno preso “contando anche sull’apporto delle associazioni, dei medici e dei cittadini”.

«Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti a questo evento che aveva l’intenzione di fungere da cassa di risonanza a quelle che sono le esigenze del territorio», ha dichiarato Mimmo De Simone, presidente dell’associazione “Love for Sant’Anastasia”, che ha aggiunto: «la nostra intenzione è quella di portare alle alte cariche politiche e manageriali, le esigenze ed i gravi disagi vissuti dai cittadini residenti nelle zone limitrofe all’ospedale a seguito della chiusura del pronto soccorso. Ci auspichiamo che le nostre azioni abbiano un seguito attraverso il tavolo di lavoro istituito dal nostro sindaco, dal quale speriamo possano partire iniziative concrete per venire incontro ai bisogni dei cittadini».