Congresso Sno a Napoli, cresce l'attesa

Neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi a confronto

congresso sno a napoli cresce l attesa

Congresso Sno a Napoli: neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi a confronto. Il Professor Massimo de Bellis:”Il futuro passa dall’interazione fra più specializzazioni”

Napoli.  

C’è grande attesa in vista del 57° Congresso Nazionale delle Scienze Neurologiche Ospedaliere (SNO) che si terrà a Napoli dal 24 al 26 Maggio presso la Stazione Marittima al Molo Angioino. L’attenzione sarà focalizzata dal confronto multidisciplinare tra specialisti di diversa estrazione in modo da fare il punto sullo stato dell’arte delle varie patologie e sulle prospettive future in ambito diagnostico e terapeutico. “Oggi gli esperti nelle Neuroscienze– ha spiegato de Bellis -  si trovano ad affrontare problematiche diagnostico-terapeutiche riferite a patologie neurologiche  sempre più diversificate e, purtroppo, non sempre  con opzioni terapeutiche efficaci come le patologie neurodegenerative. Le profonde trasformazioni organizzative e le innovazioni terapeutiche hanno avuto importanti ripercussioni nella pratica clinica, oggi rappresentata da processi diagnostico-terapeutici che richiedono tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari. Tale contesto – continua de Bellis - ha favorito lo sviluppo di competenze professionali in grado di rispondere a problemi clinici sempre più complessi, capaci di migliorare e velocizzare la qualità dei processi diagnostici e degli interventi terapeutici come mai era successo prima.

Questo Congresso, articolato in varie sezioni come i precedenti, tratterà vari aspetti di patologie del sistema nervoso nelle quali, spesso, si interfacciano tutte le specialità della Sno focalizzando in particolar modo l’attenzione sul Parkinson, le demenze, le patologie vascolari cerebrali (aneurismi, malformazioni vascolari, ictus sia ischemici che emorragici, patologie della colonna vertebrale, ecc.) che sono non solo le più diffuse, ma anche quelle che meritano attenzioni differenti sulla gestione del rischio.

“Oggi – sottolinea de Bellis – le aziende sanitarie hanno come principale obiettivo la maggiore efficienza organizzativa e la migliore procedura per la rilevazione, la gestione e la riduzione del rischio. Tutto ciò si è accompagnato ad una profonda modificazione del rapporto medico-paziente in ragione di molteplici fattori che intervengono quando, ad esempio, si devono prendere importanti decisioni terapeutiche cercando di individuare l’equilibrio ottimale tra efficacia e sicurezza. Nella mia  esperienza ospedaliera  di oltre 40 anni- prosegue de Bellis – sulle patologie cranio-encefaliche e vertebro-midollari ho costituito un percorso che va dalla diagnosi ai trattamenti per ogni singolo paziente, diversificando gli interventi a seconda dei casi. Ebbene, in tutti questi anni, presso la Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale Loreto Mare dell’Azienda Napoli 1 Centro, sono state trattate patologie complesse del Sistema Nervoso, che hanno richiesto  il lavoro, la dedizione e l’impegno di specialisti e infermieri non solo della Neurochirurgia ma anche della Neuroradiologia e della Neurologia, in uno spirito di collaborazione e  di vera multidisciplinarietà.

Un’ampia sezione del Congresso sarà dedicata alle patologie spinali, una problematica in drammatico aumento, soprattutto con l’alzarsi dell’età media della popolazione. “L’Italia è il secondo Paese più longevo del mondo, dopo il Giappone – conclude de Bellis -. L’età media supera i 75 anni nell’uomo e gli 80 anni nella donna. Inoltre, circa una persona su quattro ha più di 65 anni: un numero destinato ad aumentare nei prossimi anni. Questo invecchiamento progressivo della popolazione si accompagna alla diffusione di alcune patologie degenerative della colonna vertebrale legate proprio all’età. Si tratta di patologie discali, cervicali e lombari che si manifestano per l’usura di queste strutture fondamentali al sostegno e al movimento del corpo. Su alcune di queste patologie esiste la possibilità di non ricorrere necessariamente all’intervento chirurgico ma di affidarsi a cure specifiche come trattamenti, manipolazioni e infiltrazioni. Queste tecniche, meno invasive di quelle chirurgiche, danno la possibilità di intervenire direttamente sul dolore e risolvere il problema anche per alcuni anni, impedendo in questo modo la continua assunzione di farmaci, che spesso comportano effetti collaterali ancora più dannosi per il paziente. In futuro la combinazione tra conoscenze anatomiche funzionali del sistema nervoso e spinale e i progressi nelle tecnologie diagnostiche e operatorie consentirà lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici in grado di risolvere condizioni patologiche sempre più complesse”.