Quel giro della morte nell'inferno del Parco Verde

Il dramma di Paulo: ha 15 anni, è in coma. Sarebbe caduto da un'amaca. La madre: non è vero.

quel giro della morte nell inferno del parco verde

Giochi pericolosi tra adolescenti a Caivano, nella piazza di spaccio più grande d'Europa e nel parco dove sono morti in modo drammatico altri ragazzini.

Lotta tra la vita e la morte il 15enne che ieri sarebbe rimasto vittima di una brutta caduta mentre si trovava con gli amici in un ristorante abbandonato di Caivano.

Stando al racconto dei suoi coetanei Paulo sarebbe stato spinto troppo in alto mentre si giocava su un'amaca. Una prova di coraggio forse, un incidente. Il ragazzo ha battuto violentemente la testa riportando la frattura del cranio, delle costole e la perforazione dei polmoni.

La madre che non ha creduto alla versione fornita dai ragazzi ha sporto denuncia e la Procura di Napoli Nord e quella dei Minori hanno aperto un fascicolo, affidando le indagini ai carabinieri della compagnia di Casoria.

Nelle prossime ore gli inquirenti dovranno accertare l'esatta dinamica di quanto accaduto, e verificare se quel gruppo, magari sotto l'effetto dell'alcol o droga, abbia agito in un branco solo per divertirsi.

Lo chiamano il giro della morte, un gioco macabro e pericoloso. Una persona sale sull'amaca e gli altri spingono con forza quasi a fargli compiere un giro di 360 gradi.

Il gruppo frequentato da Paulo era composto da adolescenti del parco Verde di Caivano, una zona difficile, una delle piazze di spaccio più grandi d'Europa.

Con loro anche altri ragazzi del cosiddetto “bronx”, le palazzine popolari di via Atellana. «Non credo alla versione della disgrazia ha detto Olena, la mamma di Paulo, che lavora come badante - venerdì sera, in quel posto è successo qualcosa di molto grave».

I militari non escludono che il ragazzo possa essere caduto mentre scavalcava il muro dell'ex ristorante Free Time. Ma i familiari lo escludono Paulo praticava boxe e karatè, aveva i riflessi pronti. Lo ha detto il fratello Vasili ai carabinieri che stanno indagando.

«Chiediamo che venga fatta luce su quanto accaduto a Paulo», dicono Angelo e Sergio Pisani, incaricati dalla famiglia del ragazzo delle indagini difensive e che nulla venga lasciato al caso. Su Facebook è partita la ricerca di un neurochirurgo un grado di operare il ragazzo.

Paulo è ricoverato al Santobono prognosi resta riservata, le condizioni del ragazzo sono troppo critiche, è necessario un intervento neurochirurgico molto complesso.