Abusivismo, De Luca: in Campania nessun condono né sanatoria

Il Governatore risponde al Governo: la nostra legge regionale non prevede condoni e sanatorie

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Intanto il ministro Delrio annuncia che la nuova ondata di sanatorie locali sarà fermata. Per il governo la legge approvata a giugno dalla Campania sarebbe in contrasto con i principi nazionali e con le norme statali a tutela dell'ambiente

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

"In relazione al dibattito che si è aperto sul condono edilizio e sul cosiddetto "abuso di necessità", trovo riferimenti ad una legge della Campania del tutto campati in aria. Il Governo ha impugnato tale legge non nel merito, ma sollevando un problema di "competenza" sulla materia, ritenuta esclusivamente statale. Su questo deciderà la Consulta".

Così il Governatore della Campania Vincenzo De Luca sul caso e polemiche riaccese in questi giorni sull'abusivismo edilizio e le ipotesi di condono, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale. 

È scontro intanto tra governo e Regione sull’abusivismo edilizio. Il Consiglio dei ministri presieduto da Paolo Gentiloni ha deciso di impugnare la norma della giunta De Luca che blocca le demolizioni. Si chiamano “misure alternative agli abbattimenti”. I numeri sul territorio? 67 mila case da demolire.

La Regione di Bassolino non aderì nel 2003 al condono previsto dal governo e per questo si sono accumulate tante sentenze che darebbero il via libera alle ruspe. Per il governo Gentiloni la legge approvata a giugno dalla Campania sarebbe in contrasto con i principi nazionali e con le norme statali a tutela dell’ambiente.
 

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nel pomeriggio di lunedì 7 agosto a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Premier Paolo Gentiloni, ha esaminato quarantatré leggi regionali, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Campania n. 19 del 22/06/2017, recante “Misure di semplificazione e linee guida di supporto ai Comuni in materia di governo del territorio”.  La decisione dell’esecutivo Gentiloni rappresenta un duro colpo per il governatore campano Vincenzo De Luca.

La legge è stata impugnata - secondo quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - "in quanto contiene alcune norme in materia di misure alternative alla demolizione degli immobili abusivi e di e ampliamenti degli edifici adibiti ad attività manifatturiere, industriali e artigianali realizzabili in assenza di pianificazione urbanistica, in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio contenuti nel d.p.r. n. 380/2001, nonché con le norme statali preordinate alla tutela dell’ambiente, in violazione dell’art. 117, commi 2, lettera s) e 3, della Costituzione".

«Ma mi interessa chiarire nel merito, rispetto a un clamoroso capovolgimento della realtà - spiega De Luca nella nota stampa -.

La nostra legge è rigorosamente contro ogni abusivismo, e non prevede né sanatorie né condoni (che riguardano peraltro la competenza nazionale e parlamentare)».

Secondo il provvedimento approvato dalla Regione Campania i Comuni possono acquisire i beni se ci sono due presupposti: l'interesse pubblico e il fatto che le case abusive non ricadano su territori vincolati per interessi ambientali, culturali o idrogeologici. 

Insomma l’intervento della Regione ci sarebbe stato solo per definire cosa è l'interesse pubblico. 

Insomma si dettano gradi e tempi, facendo la differenza situazione per situazione. Dovranno andare giù prima gli ecomostri e quelle sequestrate alla criminalità, poi quelle non abitate o le seconde case, quindi gli abusi di rilevante impatto ambientale e paesaggistico o costruite su suolo sismico o in area archeologica, infine le abitazioni dei cittadini non abbienti. 

«La legge campana sostiene la "non sanabilità" per nessuna ragione per quattro categorie di abuso - precisa il Governatore nella nota divulgata ieri -: 1) Costruzioni realizzate da imprese camorristiche; 2) Costruzioni in zona con vincolo ambientale. 3) Costruzioni realizzate in zone idrogeologicamente pericolose; 4) Costruzioni realizzate da chi è già in possesso di un alloggio; Dunque massimo rigore, sulla base di un confronto avvenuto anche con magistrati che da anni seguono la materia. Inoltre offriamo ai Comuni le immagini satellitari del territorio campano, registrate dalla piattaforma regionale  "Iter" per un efficace controllo preventivo e quotidiano.

Poi, in relazione a migliaia di costruzioni abusive e lasciate lì per vent'anni fra ideologisdmi e inconcludenze operative, non si ipotizzano affatto "condoni", ma si prevede per i Comuni la facoltà, se essi lo riterranno, di valutare l'utilità sociale degli immobili. In questo caso si ipotizza la requisizione degli alloggi (altro che condono!), e la loro acquisizione al patrimonio pubblico. Il Comune può prevedere poi un uso sociale a favore di chi ha le stesse condizioni di reddito previste per poter richiedere un alloggio popolare. Viene inoltre consentito in tal modo, la definizione di piani di recupero da parte dei Comuni che comprendono anche gli alloggi requisiti, in modo tale da mettere ordine sul piano urbanistico, e uscire dal paradosso di questi decenni: si grida contro l'abusivismo ma non si fa nulla di concreto. I Comuni non hanno un euro per intervenire. E l'unico risultato reale è che, mentre si parla di ambiente, decine di migliaia di alloggi abusivi, non potendosi allacciare alle reti fognarie comunali (dove ci sono...!) sversano dappertutto inquinando i territori e le falde.

Il Governo rivendica (ed io concordo) la propria competenza esclusiva in materia di condono. Mi aspetto dunque che coerentemente, da domani siano impegnati l'Esercito, il Genio Militare, i Provveditorati alle Opere Pubbliche per procedere alle immediate demolizioni.

Alla fine non ho nessun motivo per essere fiducioso. Ma almeno, come probabilità teorica, arriverà anche in Italia il momento nel quale si parlerà, informandosi delle cose di cui si parla. E si agirà utilizzando la ragione e guardando ai risultati concreti, e non alla propaganda o a qualche titolo di giornale".

Intanto il Governo interviene direttamente nell'analisi dei provvedimenti regionali.

"Quando sento parlare di Italia dei condoni mi sembra di essere tornato indietro di vent’anni. Davanti a numeri sempre più impietosi sugli scempi edilizi, non possiamo permetterci alcuna distrazione: abbiamo appena impugnato la legge della Campania sui cosiddetti 'abusi di necessità', siamo pronti a fare lo stesso con tutte le altre norme regionali ispirate a principi diversi da quelli dell’interesse nazionale". Spiega il ministro Graziano Delrio al quotidiano La Repubblica.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia che la nuova ondata di sanatorie locali, dalle cantine abruzzesi alle mansarde del Lazio, fino alle lottizzazioni a due passi dal mare della Sardegna sarà fermata dal governo se risulteranno in contrasto con le leggi statali.

 “Non sono tollerabili difformità di vedute tra Stato ed enti locali, soprattutto su temi come quello dell’abusivismo edilizio – prosegue Delrio nell'intervista a La Repubblica – il vero deterrente sono le demolizioni: se chi commette un abuso perde il possesso del bene e lo vede distruggere, ci penserà cento volte prima di commetterne un altro. È anche una questione di cultura della legalità, sulla quale evidentemente non si è mai investito abbastanza”. “Sarebbe il caso di concentrarsi sulle priorità: la seconda casa al mare, l’ecomostro costruito da un mafioso, lo scempio a due passi dalla costa. Cominciamo da quelli, – spiega Delrio – proviamo ad accelerare l’iter per abbattere abusi conclamati di questo genere. E, soprattutto, aiutiamo chi di questa battaglia ne fa un programma politico, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona” afferma Delrio. Evidente il riferimento al sindaco di Licata in Sicilia, Angelo Cambiano, che non stenta a definire “eroe”, che proprio quale paladino della lotta all’abusivismo edilizio è stato sfiduciato dal suo Consiglio comunale.