Narcos campano arrestato in Messico, tradito da Facebook

Giulio Perrone si nascondeva a Tampico da 20 anni. La stessa città dove è stato catturato El Chapo

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Una delle zone più pericolose del Messico, degradata e luogo di battaglie feroci tra bande di narcotrafficanti. Si era rifatto una vita. Estradato in Italia, dovrà scontare 22 anni per traffico internazionale di cocaina

Napoli.  

di Luciano Trapanese

Si faceva chiamare Saverio Garcia Galiero. E ha vissuto per oltre venti anni in una delle città più violente del mondo. Uno dei covi del narcotraffico messicano, a Tampico, nello stato di Tamapulias.

Giulio Perrone, 65 anni, ricercato dal '94, ritenuto uno dei trafficanti di coca più importanti della camorra, aveva trovato rifugio in quell'inferno. Si è anche ricostruito una vita, con moglie e figli messicani.

Pensava di essere al sicuro. Un fantasma nella città fantasma. Si è sbagliato.

A tradirlo è stata la sua pagina Facebook.

La Dda di Napoli, in collaborazione con la sezione catturandi della squadra Mobile partenopea e l''Interpol, lo ha arrestato. E' stato estradato in Italia. Deve scontare 22 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.

Giulio Perrone è di Gragnano. Dal '94 è sparito nel nulla. Per gli inquirenti è stato a lungo un elemento cardine per l'importazione di ingenti quantitativi di droga dalla Germania. Soprattutto cocaina.

Tra i suoi clienti, molti clan della camorra: Mazzarella, Formicola, Polverino, Tolomelli.

Perrone era stato arrestato il 13 gennaio del 1993 insieme alla moglie e un'altra persona. Stava introducendo in Italia 16 chili di cocaina purissima. Merce destinata ai clan napoletani.

Dal '94 la fuga. E nei giorni scorsi la cattura. Grazie a Facebook. E' proprio lì, sul social network, che gli investigatori sono riusciti a risalire alla sua vera identità. Oltretutto il narcotrafficante non aveva rinunciato alle sue origini, mantenendo nel falso nome il cognome di sua madre, Galiero.

Grazie a quelle informazione, l'agenzia de investigacion criminal e l'ufficio interpol di Città del Messico, hanno bloccato Perrone davanti alla sua abitazione.

Ora è in Italia.

A Tampico, Perrone pensava di essere al sicuro. Una città in mano al narcotraffico. Fino al 1923 è stato un posto splendido. Palme e turisti. Grazie anche ai ricchi pozzi petroliferi. Quando si sono prosciugati è iniziato il lento, inesorabile declino. Oggi ha 300mila abitanti. Ed è considerata una delle città più pericolose di uno degli stati più pericolosi del pianeta. Interi quartieri sono disabitati. Impossibile vendere le case, nessuno le compra.

A Tampico era stato arrestato anche il re del narcotraffico internazionale, El Chapo Guzman. Per anni l'uomo più ricercato del mondo.

Il posto perfetto per sparire. E per venti anni a Perrone è andata bene. Poteva contare sull'appoggio di qualche cartello dei narcos. Forse ha continuato a collaborare. Ma è rimasto nell'ombra. Ignorando però che il web lascia tracce evidenti. E su Facebook si è tradito. Rivelando chi era, dove abitava e con chi.

Un errore che gli è costato la cattura.

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Ultima modifica 12/3/2017 19.18
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