Bagnoli ultimo atto. Gentiloni: "Piano Strategico per il Sud"

Firmata a Palazzo Chigi l'intesa che darà il via alla riqualificazione.

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Presenti Governo, Regione Campania e Comune di Napoli

Napoli.  

"Finalmente oggi parte la rinascita di Bagnoli”. Così il Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, vero fautore di questa storica intesa, al termine del vertice a Palazzo Chigi per la riqualificazione dell'area occidentale di Napoli. Tutte le istituzioni, Governo, Regione Campania e anche il Comune di Napoli, dopo due anni di contrasti e battaglie legali, convergono su questo percorso avviato che porterà tutti i cittadini a riappropriarsi di una delle aree più belle del mondo.

Il via libera è arrivato alla cabina di regia presieduta dal premier Paolo Gentiloni. All'incontro sono intervenuti Luigi de Magistris e il governatore Vincenzo De Luca.Con la ratifica degli accordi e delle firme del documento si apre la fase di piena esecutività per Invitalia, soggetto attuatore del programma, nonché stazione appaltante per l’affidamento dei lavori di bonifica.

 

 

“Quello di oggi è un passo molto importante per un progetto davvero strategico come quello della bonifica e rigenerazione di Bagnoli. Ho ritenuto giusto che a suggellare questa tappa fosse una riunione simbolica a Palazzo Chigi". Così il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, si è espresso durante la cabina di regia a Palazzo Chigi. "Siamo di fronte ad una grande operazione di rigenerazione urbana - ha proseguito il premier - davvero impressionante per le dimensioni dell'area, che mira a tutelare innanzitutto la salute dei cittadini con il recupero ambientale".

Il Governatore De Luca, dal canto suo invita ad essere pragmatici, invita ad una definzione puntuale delle responsabilità e delle competenze dei soggetti interessati e pone l'accento sulla questione dei finanziamenti. In una nota la Regione sottolinea il rischio di perdere i 150 milioni europei – per i quali siamo fortemente esposti - perché non sono collaudabili e dunque non rendicontabili. Per questo De Luca chiede al Governo un'interlocuzione diretta con l'Unione Europea segnalando la eccezionalità del problema e la vicenda del sequestro delle aree. Infine per quanto riguarda le infrastrutture, che ci riguardano direttamente sul fronte dei sistemi idrici e della mobilità, la Regione rinvia agli approfondimenti tecnici da fare con i ministeri competenti. Ma bisogna sapere che si tratta di interventi che a secondo delle scelte vanno in un range tra i 200 milioni e il miliardo di euro.

È del tutto evidente che senza queste risorse, che oggi non ci sono, e diventa problematico immaginare avviare gli interventi di realizzazione delle infrastrutture. Occorrerà fare delle scelte, valutando anche costi e benefici. In ogni caso oggi è stato fatto un passo importante, decisivo, e comunque il presupposto essenziale per entrare concretamente nel merito di un intervento, quello su Bagnoli, che la Regione Campania considera strategico" conclude De Luca.

Si dice soddisfatto il sindaco De Magistris: «Oggi è un giorno importante - ha dichiarato -  C'è stato un clima istituzionale importante nel rispetto reciproco. È il miglior accordo possibile che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Siamo molto soddisfatti, perchè sono state recepite tutte le istanze della città. Rispetto a come eravamo partiti, davvero un'altra storia», ha detto il sindaco lasciando palazzo Chigi.

Un'intesa che fino a sei mesi fa pareva irragiungibile, tanta era la distanza che De Magistris aveva messo tra il Comune, il Governo e gli altri organi istituzionali impegnati nel risanamento di Bagnoli. Poi si è deciso a firmare. Se sia stato De Magistris a cambiare idea o il Governo a cambiare il piano è ormai questione di lana caprina.

Protocollo a parte, l’incontro romano di oggi è servito  al sindaco come assist per vedere Gentiloni. E parlargli dei conti in rosso del Comune. Questo è l’incubo del primo cittadino che prima di partire lo aveva affermato chiaramente: "Napoli si attende ora dal governo un aiuto concreto innanzitutto per ripianare il debito del Cr8, gli 80 milioni del post terremoto". Ora saranno i consiglieri economici di palazzo Chigi a cui il sindaco dovrà esporre i suoi problemi a cercare una via d’uscita e decidere se salvare o meno il comune di Napoli dal default.