Schiave del sesso: inutili le multe, salvate quelle ragazze!

Salerno, un dramma umano non è una questione di decoro urbano.

schiave del sesso inutili le multe salvate quelle ragazze

Il numero di multe ai clienti e alle lucciole elevate dalla polizia municipale dimostra solo l'imponente giro d'affari.

Chiamatelo come volete. Giro di vite, pugno di ferro. Guerra senza quartiere alle lucciole. Ma i dati forniti dalla polizia municipale di Salerno confermano soprattutto una cosa: il giro d'affari legato alla prostituzione nella zona Est di Salerno è imponente.

In poco più di due mesi il reparto motociclisti dei caschi bianchi ha elevato 336 verbali a prostitute, 65 ai clienti e 14 denunce per non aver rispetto il foglio di via obbligatorio.

Multe salate, fino a 500 euro. Multe e controlli non hanno comunque messo fine al commercio. Che anzi, proprio in questo periodo, cresce in maniera esponenziale.

La questione è stata affrontata sempre nello stesso modo: lotta contro il degrado urbano. Una banale questione di “decoro dei quartieri”.

Ne abbiamo già discusso. E' una impostazione che non risolve nulla. E sminuisce il dramma di decine e decine di ragazze che si vendono tra l'Arechi e via Allende, a centinaia di clienti ogni notte.

Il dramma di giovanissime importate come schiave dall'Est europeo e sfruttate, picchiate, brutalizzate - e a volte uccise – da bande di magnaccia albanesi, ucraini o rumeni.

Ridurre questa tratta a un fatto di decoro urbano è almeno superficiale. Non rispetta la tragedia umana che si nasconde dietro tutto questo business. E riduce i clienti, i tanti campani che alimentano il traffico di donne, a semplici trasgressori di ordinanze comunali. Al pari di quelli che lasciano l'immondizia per strada.

La questione ci sembra un po' diversa. E non può risolverla certo il comune o la polizia municipale.

A cosa serve multare queste ragazze – per cosa? Intralcio alla circolazione - e poi lasciare che il giorno dopo e quello successivo tornino sempre lì, lungo le stesse strade, indossando i consueti microabiti, a offrirsi – sotto minaccia – ai soliti imperturbabili clienti?

Oltretutto quel business infame, che brucia per sempre giovani esistenze, non riguarda la sola zona est di Salerno. Ma si inoltra lungo la litoranea fino alle porte di Paestum. Si estende nella Piana del Sele, soprattutto tra Battipaglia ed Eboli. In strade o in appartamenti. Centinaia e centinaia di ragazze. Milioni di euro al mese. Migliaia di padri di famiglia alla ricerca di sesso facile.

No, non è questione di decoro urbano. C'è la dignità e la libertà delle vittime, la tratta protetta dalle mafie dell'est, il benestare della malavita organizzata locale. Il riciclo costante di denaro, che arricchisce gente senza nessuno scrupolo.

E lì vicino – sapete bene anche questo -, c'è un altro traffico. Quello dei caporali. Che spremono la vita ad altri migliaia di immigrati. Braccianti irregolari in aziende agricole della zona. E non tutti, come si può immaginare, hanno paghe regolari.

Dignità umana e ordine pubblico. Per tutelare interi territori da una soffocante e tollerata oppressione criminale. Non è una questione di decoro.