Siete e restate terroni di m...Ma c'è chi è più terrone di voi

Per certi personaggi moriremo terroni. Ma non siamo più primi nella classifica dei nemici...

siete e restate terroni di m ma c e chi e piu terrone di voi

Con la questione immigrati c'è una corsa sfrenata in difesa dell'italianità a rischio. Parla anche chi voleva usare il tricolore come carta igienica.

di Luciano Trapanese

Non c'è niente da fare: per un bel po' di gente del nord siamo e resteremo dei “terroni”. Il leghista Gian Marco Centinaio avrebbe potuto apostrofare il presidente del Senato, Piero Grasso, in qualsiasi modo (sarebbe stato meglio evitare...), eppure ha scelto quel “sei un terrone di merda”, che dice tutto. Soprattutto conferma che la considerazione di chi viene dal sud è rimasta per alcuni (non pochi), invariata.

Il pregiudizio e il rancore si sentono di meno solo perché negli anni sono arrivati altri “nemici”, come i rom, gli africani, e prima ancora gli immigrati dell'Est. Siamo solo scesi in classifica, in fondo – pensano oltre l'Arno – meglio un meridionale che un nigeriano. E' cambiata la posizione, ma nella lista nera ci siamo ancora: sfaticati, mafiosi, assistiti, sanguisughe, cafoni. In una parola, terroni. Anche se italiani.

Del resto gli alfieri dell'italianità, della Patria, del sacro suolo nazionale, fino a ieri avevano ben altre idee. Consigliavano di usare il tricolore al posto della carta igienica. Inscenavano proteste furiose contro i troppi docenti meridionali nelle scuole padane. O lo abbiamo già dimenticato? Sputavano sentenza sul nostro essere assistiti, e per decenni la questione meridionale è diventata una parolaccia. Una espressione che avrebbe ucciso la carriera di qualsiasi esponente politico. Anche meridionale, naturalmente.

Se il sud non è cresciuto è anche per colpe sue. Nostre. Ma i governi che si sono succeduti, non hanno fatto nulla per ricucire il divario. La forbice in questi anni non ha fatto che crescere. Si sono spese solo parole di circostanza. Ma in realtà è stato fatto davvero poco.

Perché? Ha vinto la retorica antimeridionale, l'idea che un euro dato al sud era un euro perso.

E soprattutto era un euro sottratto al laborioso e produttivo settentrione.

Non li ricordate i commenti e le reazioni durante l'emergenza rifiuti in Campania? Chissà perché quelle parole non si usano oggi anche per Roma...

Siamo e resteremo terroni. Una sottospecie di italiani, l'anello debole. Ma a questo punto siamo anche sopportabili rispetto all'orda barbarica di immigrati che “invade” la nostra Penisola. Il nuovo pericolo. I terroni ancora più terroni.

In fondo, parafrasando De Crescenzo, c'è sempre qualcuno più a sud di noi.