Luci spente, lucciole accese. E la città resta al buio

Le luminarie sospese. Decide il Tar. Salerno rischia di tornare al passato. A qualcuno piace, ma..

luci spente lucciole accese e la citta resta al buio

Nella notte brilleranno solo le lucciole, nella periferia est della città. Ma per il sindaco degradano il decoro urbano... Comunque vada, un pasticcio.

di Luciano Trapanese

Si spengono le luci, quelle d'artista. Restano solo le lucciole, ma illuminano la parte sbagliata della città. Quella dove il centro urbano finisce, tra i margini e il nulla, uno stadio vuoto e l'inizio di una pineta senza padroni.

Le luminarie che hanno reso famoso l'inverno salernitano sono concretamente a rischio. Il ritardo è certo. L'inaugurazione un terno al lotto. Anzi, al Tar. La sospensiva pende come una ghigliottina sulle lampadine che hanno rischiarato per anni l'affannosa corsa al regalo dei salernitani e di tantissimi visitatori (milioni, per intenderci).

Si saprà tra qualche giorno. Ma l'idea stessa che una ipotesi impossibile diventi probabile alimenta il sospetto di un pasticciaccio brutto.

Non fosse vero, meglio così: si accendano le luminarie, si dia inizio al cinepanettone salernitano.

Se invece il clic non dovesse tramutarsi in allegra sarabanda multicolore di lustrini elettricamente colorati, ebbene ci troveremmo di fronte a un vecchio Natale salernitano. E a qualcuno – o molti? - farebbe anche piacere. Traffico quasi sostenibile, dignitoso casino, parcheggi non proprio da mission impossible.

Ma sarebbe davvero un Natale migliore?

Vediamo. Delusione per i turisti (almeno per quelli che non hanno disdetto prima), alberghi e b&b malinconicamente vuoti, pochi affari per ristoranti e affini. E in fondo – diciamolo – anche uno schiaffone alla Salerno città turistica, a quella sua nuova dimensione – forse anche un po' plasticosa – che è stata costruita dopo anni e anni di poderosi sforzi e altrettanto poderosi investimenti.

Sarebbe un tuffo nel passato. Quando Salerno era una città selvaggiamente malinconica, con un cuore decadente e maledetto, come quello di tante altre città baciate dal Mediterraneo. A qualcuno piaceva. Con quel fascino da vecchia star di Cinecittà, ma era anche una Salerno immobile, chiusa, in parte ostile, e che non suscitava empatia. Non attirava turisti. E neppure alimentava l'orgoglio dei salernitani.

Poi si sa, il passato trascina con sé quella nostalgia che ovatta i ricordi, anche i peggiori. Ma francamente, a quella Salerno, affascinante ma grigia, preferiamo questa. Un po' artificiale, certo. Ma colorata e viva. E soprattutto accogliente, nonostante tutto.

Per questo quelle luci spente sarebbero un grosso guaio. Un danno di proporzioni incalcolabili, anche per tutto quello che è stato costruito intorno a quell'evento. La parola passa al Tar. Nel frattempo tutto è fermo. E le uniche luci che brillano nella notte sono quelle delle lucciole. Ma illuminano solo di tristezza l'oscuro pozzo del piacere estorto e per il sindaco sono un colpo al decoro urbano...