Resta in carcere l’omicida delle Fornelle

Respinta l’istanza di scarcerazione, i domiciliari solo lontano da Salerno

Salerno.  

Luca Gentile, l’omicida reo confesso del carrozziere delle Fornelle Eugenio Tura De Marco deve restare in carcere. Rigettata ancora una volta dal gip Indinnimeo l’istanza di scarcerazione dai suoi avvocati di fiducia, Enrico Lizza e Gino Gassani, che chiedevano una misura cautelare meno afflittiva, come gli arresti domiciliari. Arresti domiciliari che, secondo il giudice delle indagini preliminari, non è possibile concedere a Salerno, nel rione Fornelle, perché Luca Gentile potrebbe cadere in una qualche recidività del reato. In buona sostanza, Luca Gentile, se vuole i domiciliari, dovrà lasciare Salerno e stabilirsi magari nella vasta provincia per abbandonare il carcere dove è rinchiuso dallo scorso mese di febbraio. La paura è che, con la sua scarcerazione, si possa creare una qualche conflittualità con la famiglia del carrozziere ucciso con Gentile che potrebbe anche uccidere ancora. Da qui la decisione, per l’ennesima volta, di rifiutare la richiesta di scarcerazione presentata dai legali del 22enne reo confesso. Un brutto colpo per Gentile che, negli ultimi tempi, non riesce a sopportare il regime detentivo del carcere, lamentando che quella sera si sarebbe soltanto difeso all’aggressione del suocero che non sembrava particolarmente contento del suo legame affettivo con la figlia Daniela. Il giovane chiede di essersi difeso che è il punto su cui si basa anche la difesa dei suoi legali di fiducia. Per Gassani e Lizza la coincidenza dei racconti del ragazzo, per ben tre volte, su quanto accaduto quella sera del 20 febbraio, sarebbe un punto a favore sulla legittima difesa. Con il coltello, la famosa arma del delitto, che era stato messo sul tavolo proprio dalla vittima, per intimorirlo e per subire le avances. Troppe volte per essere considerate coincidenze. Ora non resta che attendere settembre per Luca Gentile, quando il Riesame dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dai legali del giovane sul rigetto dell’analoga istanza di scarcerazione. 

 

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