Minniti a Salerno: "Renzi leader giovane e riformista"

Il ministro ha partecipato ad un incontro del Pd con Piero De Luca

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Salerno.  

Il ministro dell'Interno Marco Minniti è stato ieri sera a Salerno per partecipare ad un incontro indetto dal Pd, organizzato da Piero De Luca, in vista delle primarie del 30 aprile. L'appuntamento elettorale presso il Salone Bottiglieri è stato, inoltre, l'occasione per lanciare la candidatura alla segreteria nazionale del Pd di Matteo Renzi.

“Se c'è la fortuna di avere una leadership giovane e riformista, un partito che ha a cuore il suo futuro questa leadership se la tiene stretta” ha precisato Minniti parlando dell’ex premier, non dimenticando un riferimento ai dirigenti che sono fuoriusciti da partito per fondare il movimento dei Democratici e Progressisti. “Abbiamo di fronte tempi molto complessi e non capisco coloro che se ne sono andati quando dobbiamo affrontare queste sfide. Prima di spezzare l'unità del partito dovevano pensarci cento volte”. Minniti ha poi parlato anche di un tema caldo come l'immigrazione. “Un fenomeno epocale come quello dell’immigrazione non si può subirlo, ma lo si deve governare con una visione politica che non è l’emergenza. 

C’è uno spostamento notevole dall’Africa verso l’Europa e verso l’Italia. Una partita fondamentale si gioca quindi fuori dai confini nazionali, in Africa che, per i prossimi 15 anni, sarà lo specchio dell’Europa. Se sta bene l’Africa sta bene l’Europa. Il 90% dei flussi arriva dalla Libia ma non c’è un libico. La Libia è un gigantesco paese di transito e a Tripoli abbiamo firmato un accordo per stroncare il traffico di esseri umani. Domani consegneremo a Gaeta due motovedette alla Guardia Costiera libica” ha precisato il ministro dell'Interno.

“Chi dice che c’è un nesso tra immigrazione e terrorismo dice una cosa non fondata e tecnicamente fuorviante. Se mi chiedessero – ha aggiunto Minniti – se c’è un nesso tra mancata integrazione e terrorismo dovrei rispondere di si. I responsabili degli attacchi in Europa sono francesi, belgi, tedeschi e svedesi che hanno acquisito la cittadinanza e dietro quegli attacchi ci sono i limiti di un’integrazione sbagliata”.

“E’ importante accogliere e costruire gli strumenti di integrazione altrimenti mettiamo a rischio un pezzo del presente e del futuro. Accogliamo quelli che scappano da guerre e carestia – ha concluso Minniti– ma, se chi arriva non vede accolta la propria richiesta di asilo, è irregolare e va rimpatriato. Questo è un elemento cruciale per la politica di integrazione”.

Redazione Salerno

 

 

 

 

 

 

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Ultima modifica 21/4/2017 22.00
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