Lutto per morte di un caro: l’importanza di superarlo

Elaborare questo dolore è una reazione sana

lutto per morte di un caro l importanza di superarlo

La perdita di una persona cara è sempre un duro colpo da affrontare. Il dolore è un passaggio inevitabile che può lasciare davvero lunghi strascichi dentro ogni persona coinvolta.
L'elaborazione di un lutto non è mai facile e, prima di riuscire a superare questo triste epilogo, occorre far passare del tempo. Molti sono, infatti, i possibili problemi e le ripercussioni legati al benessere psicologico che possono intaccarvi in questo triste caso, ritrovandovi così costretti a vivere senza il vostro caro.

Il lutto è un'esperienza universale, visto che tutti, prima o poi, dovranno subirlo, e una condizione di vera sofferenza che accompagna la perdita e il processo di superamento della stessa. Con il tempo saranno, per forza di cose, molti i lutti ai quali dovrete assistere e, ogni volta, occorrerà riprendere in mano la propria vita accettando la separazione, per lasciare spazio a qualcosa di nuovo e inatteso.

Elaborare questo dolore è una reazione sana conseguente alla perdita di qualcuno che abbiamo tanto amato e a cui ora siamo costretti a dire addio. Rimane così, come una ferita che non riesce a guarire, che continua a sanguinare senza riuscire a cicatrizzare, fino ai casi in cui si necessita di aiuto per riuscire a farlo, come approfondito anche sul portale degli esperti di Lastello.
Quello che è bene cercare di fare in questi casi non è certamente dimenticare la persona scomparsa ma accettare l'inevitabile separazione e custodirla dentro di sé, nel proprio cuore.

Nella società di oggi diventa sempre più difficile combattere il dolore che provoca la morte di una persona cara, sia essa un familiare, un amico o quella del proprio partner. La maggior parte delle volte, infatti, dopo aver celebrato la cerimonia funebre, occorre tornare alla vita normale e dimenticare quasi in fretta il dolore che si prova.

Cercare, inoltre, di esprimere le proprie emozioni, soprattutto in questo caso così particolare e difficile, non è mai semplice, ma la soluzione non è certamente quella di richiudersi in se stessi. Diverse sono, infatti, le persone che decidono di far finta che l'evento non sia mai accaduto e continuare come se non fosse successo niente, senza dare sfogo al dolore che in realtà sentono forte dentro di sé. I familiari e gli amici più cari cercano anche di stargli accanto e di aiutarle come meglio possono, ma la persona che soffre, spesso, è rinchiusa nel suo dolore e non lascia entrare nessuno.

Si instaura, così, un circuito di isolamento in cui il singolo coinvolto vive un periodo di solitudine misto a paura, nella speranza di riuscire a riprendere in mano la propria vita.
Non c'è un tempo massimo entro il quale si decide di smettere di soffrire e ricominciare a vivere la vita di tutti i giorni e non si è per forza costretti a doverlo superare in fretta.

Dopo una perdita, dovreste, in particolar modo, cercare di riprendere in mano le vostre abitudini e questo non significa necessariamente rimuovere o negare il dolore che sentite. La soluzione non è neanche quella di metterlo da parte troppo presto, perché non permettere al cervello di elaborarlo realmente, rischia di causare maggiori problemi. Un lutto che non si è cercato di metabolizzare produce un malessere interiore che può portare a depressione e ansie, fino ad arrivare a sfociare in problemi relazionali e lavorativi.

La soluzione è, prima di tutto, ammettere e cercare di comprendere l'accaduto ma, soprattutto, lasciarsi andare al dolore. Cercare aiuto o conforto presso le persone più care o anche da uno psicologo è sempre l'idea migliore per affrontare con coraggio l'inevitabile dispiacere subito.

Le fasi di elaborazione del lutto

Ogni persona elabora la perdita di un caro in modo del tutto soggettivo. Il lutto dipende molto, infatti, dalla gravità della perdita e dal contesto sociale.
In questo percorso ci sono delle fasi di elaborazione del lutto specifiche che la maggior parte delle persone attraversano. Tra di esse si distinguono:

- la fase della negazione: all'inizio vi sentirete, dopo aver subito un grave lutto, sotto shock, storditi e increduli. Vi rifiuterete di credere a ciò che è appena successo e continuerete a pensare che, prima o poi, quella persona ricompaia. Convincersi che il lutto non sia mai avvenuto davvero non è di certo la soluzione migliore, anzi, in questo modo, occorrerà solo più tempo per metabolizzarlo;

- la fase della rabbia: dopo esservi convinti che la realtà non è purtroppo come immaginavate, inizia quel periodo in cui la vostra irrazionalità genera momenti di rabbia. Saranno infatti normali gli attimi in cui vi chiederete perché questo sia successo e perché sia toccato proprio a un vostro caro. In questo caso, però, si sa, non ci sono colpevoli (tranne in caso di incidenti) ed è inutile incriminare il destino o Dio dell'accaduto;

- la fase del patteggiamento: questo sarà quel periodo in cui cercherete di capire cosa sia esattamente successo, analizzando attentamente il motivo con più razionalità e logica. È il primo momento in cui, dopo diverso tempo, finalmente riuscirete a venire a patti con la realtà. Per andare avanti occorre, però, superare questa fase, altrimenti si rischia di tornare indietro, fossilizzandosi solo su pensieri ossessivi;

- la fase della disperazione: tra tutte, questa è sicuramente la fase più dura. Iniziano a cadere interamente le difese che si erano costruite e si lascia libero sfogo al dolore. Si tratta di un momento di vero sconforto, con giorni in cui si assisterà a un dolore che lascia un vuoto incolmabile dentro ma sarà anche il periodo della rinascita;

- la fase dell’accettazione: in quest’ultima fase, inizierete ad accettare la perdita decidendo di riprendere in mano la vostra vita. Il ricordo della persona cara non scomparirà e neanche il dolore che provate, ma si ridimensionerà e allevierà. Il defunto non verrà certamente cancellato dalla vostra mente, dai ricordi e dal vostro cuore, ma verrà solo posto in un piccolo angolo, permettendo così di potervi dedicare ad altro e continuare a vivere serenamente la vostra esistenza.